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Il museo che non c’è: 70 capolavori della collezione De Fornaris inaugurano il nuovo museo virtuale della fondazione

La collezione De Fornaris di Torino vanta migliaia tra dipinti, sculture, installazioni e raccolte di grafica, con capolavori di autori dall’Ottocento a oggi: da Hayez a Morbelli e Pellizza da Volpedo, da de Chirico a Morandi e Casorati, da Burri a Carol Rama e Paolini, fino a Merz, Pistoletto e Penone.

Nel panorama delle fondazioni d’arte italiane, la Fondazione De Fornaris rappresenta un raro esempio di ente che opera in stretto contatto con una struttura museale come la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, con la specifica finalità di incrementarne le raccolte. Per statuto le opere vengono infatti date in comodato gratuito alla GAM, che le espone a rotazione.

La Fondazione De Fornaris, presieduta da Piergiorgio Re, avrà ora un proprio museo: il progetto ha subito un’accelerazione e acquisito maggiore rilevanza durante il periodo del lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19, che ha mutato gli scenari mondiali anche per quanto riguarda le realtà museali.

In quasi quarant’anni di attività nel mondo dell’arte, la Fondazione De Fornaris non ha mai potuto disporre di un proprio museo “fisico”, nel quale esporre in modo permanente la sua collezione, da qui l’ambizione di progettare da zero “Il Museo che non c’è”: un museo virtuale che presenta, valorizza e rende accessibili a tutti le opere più preziose della Fondazione. Uno dei pochissimi esempi al mondo di museo non presente nella realtà, ma progettato appositamente per essere visitato e apprezzato solo sul web.

Il Museo Virtuale De Fornaris è stato realizzato da Infinity Reply, società del Gruppo Reply specializzata nella progettazione e sviluppo di contenuti e applicazioni 3D interattive, con l’utilizzo di tecnologie 3D di ultima generazione. Grazie a queste, si è ricreata, in un contesto museale che richiama l’architettura della GAM, un’esperienza di visita il più simile possibile a quella reale. Le opere del museo virtuale sono presentate con criteri scientifici a cura di Riccardo Passoni, direttore della GAM e presidente della Commissione Artistica della Fondazione De Fornaris.

“Oggi le nuove tecnologie sono sempre più al servizio dell’arte. Per noi rappresenta quindi un grande motivo di orgoglio inaugurare un innovativo museo virtuale, “Il Museo che non c’è”, grazie al quale la Fondazione De Fornaris potrà presentare la sua prestigiosa collezione al mondo – dichiara il presidente Piergiorgio Re – Si permetterà così a studiosi e appassionati di scoprire anche da remoto i suoi capolavori grazie all’utilizzo del 3D e della realtà virtuale”.

Sono 6 le sale visitabili dagli utenti, che possono accedere al Museo attraverso un vero e proprio atrio e ammirare anche le opere poste all’esterno dell’edificio, come In limine di Giuseppe Penone. La Sala 1 è un omaggio al mecenate, artista e collezionista Ettore De Fornaris e racchiude una serie di opere a lui appartenute, tra cui Novembre di Antonio Fontanesi. La Sala 2 è dedicata all’Ottocento e ai primissimi anni del Novecento e comprende opere come L’Angelo Annunziatore di Francesco Hayez e L’Amore nella vita di Giuseppe Pellizza Da Volpedo. La Sala 3 si concentra sui protagonisti dell’arte italiana della prima metà del Novecento e avvia il percorso con una serie di ritratti femminili pre-futuristi di Balla e Boccioni.

Nella Sala 4 si vedono esempi significativi della pittura torinese tra le due guerre, con dipinti di pittori come Felice Casorati, Carlo Levi e Francesco Menzio. La Sala 5 presenta 11 opere dei maggiori artisti del Novecento, tra cui Bianco di Alberto Burri e Natura Morta di Giorgio Morandi. La Sala 6 è stata infine ideata per dare risalto a momenti salienti dell’arte contemporanea, dal 1960 a oggi: dal concettuale Giulio Paolini, allo sperimentatore Aldo Mondino, agli esponenti dell’arte analitica Marco Gastini e Giorgio Griffa.

Tutti i dipinti sono visibili in alta definizione e le sculture esplorabili a 360 gradi: ogni opera è descritta nei dettagli e alcune di esse sono dotate di hotspot che forniscono approfondimenti sui singoli particolari dell’opera stessa. “Il Museo che non c’è” non è una costruzione statica: potrà infatti essere implementato in futuro con nuove sale per ospitare altre parti della collezione.

Si accede al “Museo che non c’è” attraverso il sito della Fondazione De Fornaris www.fondazionedefornaris.org, oppure scaricando l’App “Museo Virtuale De Fornaris”, disponibile su App Store e Google Play. È anche possibile esplorare il museo scaricando l’applicazione di Oculus dal sito della Fondazione per vivere un’esperienza immersiva in 3D, attraverso il visore per la realtà virtuale Oculus Rift.

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