Si chiama “Quanto sono sostenibili le nostre città?” lo studio realizzato da STP Certification con il contributo di JTI Italia e il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’associazione Save the planet Onlus con l’obiettivo di analizzare l’aspetto che dovranno assumere le città del futuro.
In base ai dati forniti dalla Banca Mondiale, circa il 55% della popolazione vive all’interno di insediamenti urbani e le città sono responsabili della produzione dell’80% del PIL mondiale, del 75% dei consumi energetici e del 70% delle emissioni di CO2. E si tratta di numeri destinati a crescere rapidamente.
Lo sviluppo sostenibile delle città è particolarmente importante considerando la domanda di servizi che una popolazione urbana impone al territorio che abita (tra cui alloggi a prezzi accessibili, una rete di trasporti pubblici efficiente, infrastrutture stradali capillari, sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti, possibilità occupazionali, etc).
La ricerca parte dalla necessità di individuare criteri di misurazione della sostenibilità all’interno delle aree urbane. Gli indici esistenti, infatti, seppur diversi, fanno riferimento a tre dimensioni fondamentali: quella sociale, quella economica e quella ambientale. Il contesto italiano viene analizzato in base a tre indicatori appartenenti alla normativa ISO 37120:2018: la pressione dei flussi turistici, la presenza di aree verdi e il trattamento dei rifiuti solidi urbani.
Roma, Venezia, Milano e Firenze risultano le città con il maggior numero di presenze turistiche in base ai dati Istat del 2018. Si tratta quindi di centri in cui la necessità di sviluppare strategie efficaci per un’economia rispettosa dell’ambiente è ancora maggiore.
Le aree verdi sono in grado di incidere positivamente sulla qualità della vita, quindi le amministrazioni locali devono impegnarsi per tutelare e implementare il verde urbano tenendo è lì che si osserva la percentuale maggiore di comportamenti corretti rispetto alla gestione dei piccoli rifiuti. Reggio Calabria si classifica al primo posto per quantità di verde urbano ogni 100.000 abitanti con circa 1063 ettari, seguita da Cagliari e Venezia. La città scende invece al quarto posto quando si considerano anche le aree protette: in questo caso Venezia in testa con oltre 10.503 ettari ogni 100.000 abitanti, seguita da Messina e Cagliari.
Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti solidi urbani, Catania, Palermo e Messina registrano un record negativo: sono le città con le maggiori percentuali di RSU smaltiti in discarica. Bologna, al contrario, converte l’85% dei rifiuti in energia destinando in discarica poco meno del 10%.
La seconda parte dello studio si concentra sui risultati dell’indagine sul problema del littering di JTI Italia e Save the planet Onlus. Ecco alcuni dati: il 99% degli intervistati crede che l’abbandono dei rifiuti rappresenti un problema; tra i rifiuti percepiti come più fastidiosi, ai primi posti troviamo bottiglie di plastica, mascherine e mozziconi; la spiaggia e la montagna sono i luoghi in cui dà più fastidio vedere i rifiuti abbandonati; il 79% degli intervistati pensa che l’abbandono dei rifiuti per strada dovrebbe avere sanzioni più pesanti.
Non manca un approfondimento dedicato a #iolabuttoli, la campagna di comunicazione pensata da JTI Italia e Save the planet Onlus per promuovere la bellezza che ci circonda e la cura e il rispetto che le dobbiamo. Si è articolata soprattutto su web e social, anche con il supporto di alcuni influencer.
Lo studio completo è consultabile qui.