Il Manifesto per il Public Innovation Manager è il frutto di un convegno che si è svolto a Roma per focalizzare l’attenzione sulla figura del nuovo manager della pubblica amministrazione, in grado di accelerare e valorizzare il passaggio al digitale degli enti.
Questa nuova figura professionale delineata da Impatta, il network d’imprese e professionisti impegnati su innovazione e sviluppo sostenibile che ha lanciato il manifesto per il public innovation management in Italia, intende rispondere alle necessità di efficientare la pubblica amministrazione, impegnata adesso con la sfida di cogliere le opportunità messe a disposizione dal Pnrr.
«Il public innovation manager – spiega Davide D’Arcangelo, vice presidente Impatta – non è solo un acceleratore per la PA, ma può aprire a una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech, creando strumenti in grado di semplificare la burocrazia e veicolare una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della pubblica amministrazione».
Agostino Santoni, presidente di Confindustria digitale, ha prospettato la necessità di una osmosi tra pubblico e privato: «Semplicità, programmabilità, apertura e sicurezza: sono queste le caratteristiche delle imprese vincenti che possono essere esportate anche nella PA, e sono anche le caratteristiche della leadership di un public innovation manager. Oggi siamo nell’epoca dell’economia del talento, e dobbiamo creare figure in grado di raccogliere le sfide della crescita economica e tecnologica».
Al convegno sono state presentate anche molte testimonianze dalla pubblica amminstrazione, come quella di Valeria Fascione, Assessore alla ricerca, innovazione e start up della Regione Campania, o di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, che ha sottolineato come «Oggi per mettere a terra il Pnrr abbiamo bisogno di figure tecniche in grado di progettare opere pubbliche, ma anche di nuove competenze digitali».