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Attivisti digitali si mobilitano in favore dell’Ucraina, nasce UkraineHelpIT con la partecipazione di PA Social

Civic hacker, ActionAid e PAsocial insieme per raccogliere informazioni e servizi utili per aiutare chi è in fuga dall’Ucraina. Chi contattare per inviare o ricevere aiuti, dove trovare sul territorio servizi e informazioni, come fare per dare una mano. E poi normative, iniziative solidali, richieste e offerte d’aiuto, raccolte di beni materiali e raccolte fondi, risorse per la ricerca di alloggi e opportunità lavoro. UkraineHelpIT è un servizio informazioni aggiornato in tempo reale su quello che è importante sapere sull’emergenza in Ucraina, una comunità che aiuta e che si aiuta che raccoglie segnalazioni attraverso il sito, i social e altre fonti informative, verificandole e mettendole online a disposizione di tutti, in forma aggregata e navigabile attraverso una mappa. Ukraine Help è un luogo di incontro tra chi ha bisogno di aiuto e chi lo offre, in particolare associazioni e istituzioni impegnate nella risposta all’emergenza.

Si basa sull’approccio do not harm (non nuocere, non fare del male), che impegna le persone che si occupano di interventi umanitari a non causare ulteriori danni e sofferenze come risultato delle loro azioni. Serve a raccogliere e diffondere informazioni utili e servizi a supporto dell’emergenza Ucraina, in particolare dei rifugiati ucraini in Italia che, secondo gli ultimi dati del Viminale sono ormai quasi 50mila.

Tutte le segnalazioni sono georeferenziate, si trovano su una mappa e sono navigabili sul sito per regione, provincia e ricercabili per comune. Tutti i dati sono open: significa che sono riutilizzabili in qualunque momento e da chiunque.

Al lavoro volontari e volontarie non organizzati in un’associazione: “Non siamo un’azienda, né un’associazione costituita formalmente – spiegano – Non abbiamo una forma giuridica, agiamo in risposta ad una emergenza, quindi in maniera improvvisa, ma non improvvisata, mettendo a disposizione competenze e passione“.

Si definiscono ”civic hacker”: non per forza esperti di codice, ma persone ”che hanno voglia di sporcarsi le mani per risolvere problemi”. Nel gruppo ci sono infatti attualmente 20 persone con diverse competenze e conoscenze che mettono a servizio del progetto: programmatori, designer, data scientist, comunicatori, giornalisti, organizzatori civici, imprenditori e anche dipendenti pubblici. L’alleanza vede insieme civic hacker, ActionAid, PA Social. Ma la community è aperta a tutti: si può collaborare attivamente allo sviluppo della piattaforma entrando nel gruppo di lavoro, gestito tramite Telegram, contribuendo alla sua diffusione su social e media, promuovendo l’uso della piattaforma con i propri contatti e nel proprio territorio, segnalando e monitorando iniziative e servizi, bisogni ed opportunità. La piattaforma si nutre del contributo quotidiano delle persone che segnalano le iniziative e contribuiscono diffonderle nel proprio territorio di appartenenza.

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