Servono competenze in ambito digitale e formazione permanente per restare al passo con i cambiamenti. Sono queste, in sintesi, le richieste di Asstel, l’associazione di categoria del settore delle telecomunicazioni, che fa un appello affinché anche il mondo dell’istruzione sia coinvolto nel grande processo di digitalizzazione. “Oggi le sfide a cui la Filiera Tlc è chiamata a rispondere sono le stesse con cui il sistema Paese si sta misurando: formazione e transizione digitale, rappresentano l’azione fondamentale per il rilancio dell’Italia – ha esordito Laura Di Raimondo, Direttore di Asstel-Assotelecomunicazioni durante l’evento ‘Telco per l’Italia 2022: re-inventare il futuro’ partecipando al panel “La sfida del lavoro fra crisi e nuove opportunità“. – I processi di trasformazione che ci attendono richiedono nuove conoscenze, competenze e investimenti sulla formazione permanente, quali fattori chiave per contribuire allo sviluppo economico e sociale, dotando soprattutto giovani delle skills necessarie, attraverso un dialogo costante con le Istituzioni scolastiche, accademiche e gli ITS, per essere pronti al mondo del lavoro di oggi e di domani”.
“Anche nella Filiera TLC il lavoro sta affrontando profondi cambiamenti, rendendo evidente la necessità di sviluppare nuove competenze per stare al passo con i tempi e mantenere una prospettiva di sostenibilità occupazionale a lungo termine. Per la competitività futura delle imprese della Filiera TLC occorre investire in nuove professionalità che, insieme a una formazione permanente che accompagni i processi di upskilling e reskilling, possa aiutare a sviluppare le infrastrutture di cui il Paese si deve dotare”.
“La filiera TLC è fortemente impegnata a sostenere lo sviluppo e l’utilizzo della rete e la digitalizzazione del Paese, a fianco del Governo. Un aspetto chiave per la ripresa del settore passa da un rapporto di collaborazione, nel pieno rispetto dei ruoli e delle prerogative di ciascuno, tra tutti gli attori Istituzionali, allo scopo di creare un contesto favorevole ad investimenti e innovazione”.– ha concluso Laura Di Raimondo.