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Sei principi per scegliere il giusto Data Protection Officer, la “Carta di Lecce” indica quali sono

Il Data Protection Officer è una figura sempre più importante nell’era della digitalizzazione ed è delicata la scelta del professionista giusto.

La cosiddetta Carta di Lecce, un documento redatto per l’Associazione ANORC Professioni da un gruppo di lavoro coordinato dal Presidente Avv. Andrea Lisi, individua i sei punti chiave per mettere ‘l’uomo giusto al posto giusto’ e dotare la propria azienda del DPO che abbia il profilo e le competenze adatte a garantire un’adeguata tutela dei dati informatici.

“La Carta è un contributo concreto, sintetico ed essenziale per comprendere appieno la funzione del DPO e quindi contribuire a stimolare nelle organizzazioni pubbliche e private scelte coerenti con lo spirito del Gdpr”, afferma il presidente di Anorc Professioni, Avv. Andrea Lisi, spiegando che “in Italia purtroppo ci sono diversi casi di Dpo indicati solo formalmente, che hanno accettato soluzioni a basso costo e/o che hanno accumulato centinaia di designazioni che non sono in grado di gestire nella sostanza”.

Col documento, si punta da una parte a sensibilizzare le organizzazioni, pubbliche e private, affinché rivolgano la giusta importanza alla nomina del Dpo, dall’altra stimolare i professionisti che intendano assumere, o che già ricoprano il ruolo di Dpo a prendere consapevolezza della peculiarità di tale ruolo e delle sfide che rappresenta. “Un buon Dpo – afferma Lisi – assicura anche corretta informazione sulla normativa e adeguata formazione ai vari reparti che la applicano nei diversi contesti di trattamento dei dati personali. Un buon Dpo quindi è anche uno degli strumenti per prevenire le violazioni nel trattamento dei dati personali, o databreach, che tristemente caratterizzano l’ultimo periodo”.

La Carta di Lecce è consultabile sul sito anorc.eu

(https://anorc.eu/wp-content/uploads/2022/05/Carta-di-Lecce.pdf).

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