Inquadrare la figura del lavoratore digitale e darle le giuste garanzie e tutele: una proposta avanzata con un emendamento al disegno di legge sul lavoro
Lavoratore digitale. Una nuova figura professionale che necessita di nuove garanzie a tutela di chi fa un lavoro che fino a meno 10 anni nemmeno esisteva. Alcuni deputati di Forza Italia – Rosaria Tassinari, Alessandro Battilocchio, Fabrizio Sala e Paolo Emilio Russo – hanno presentato un emendamento al disegno di legge sul lavoro “per inquadrare la figura del lavoratore digitale operante su piattaforma informatica qualificata, un modello di lavoro emergente che a nostro giudizio ha bisogno di un inquadramento specifico, non essendo sufficienti né le norme per i lavoratori governati da piattaforme digitale (i riders e simili), né quelle sul lavoro agile”.
“Proponiamo – spiega Rosaria Tassinari – una nuova figura di lavoratore digitale come colui che ‘metta a disposizione di terzi la propria professionalita’ per la realizzazione di prodotti e servizi digitali, mediante le piattaforme digitali qualificate’. L’obiettivo e’ introdurre un modello di ‘stabilita’ flessibile’ (flexstability), tramite l’utilizzo di un nuovo contratto di piattaforma, che unisca la stabilita’ del rapporto con il datore di lavoro e un compenso equo parametrato al risultato, con la possibilita’ di spostarsi fra progetti e attivita’ anche di aziende diverse”.
“Le tecnologie emergenti non soltanto modificano gli strumenti di lavoro, ma ridefiniscono i processi produttivi e intaccano l’organizzazione delle imprese, creando nuove dinamiche – aggiunge Tassinari – Nel lavoro digitale la contrattualistica basata sullo scambio tra ore e prestazione e’ superata perche’ diventa sempre piu’ importante lavorare a progetto. Si tratta di forme di lavoro creative, tecnologiche, digitali, ad alto contenuto professionale, che possono essere svolte da remoto. Attualmente la scelta e’ tra lavoro autonomo, micro imprenditoria, contratti di settore e para subordinazione, senza che le dinamiche siano del tutto aderenti a queste forme contrattuali. Il nostro emendamento ne inquadra la specificita’ e tutela i lavoratori, tenendo conto delle garanzie previste dalla direttiva dell’Unione europea sulle condizioni di lavoro di chi e’ impiegato con le piattaforme digitali in corso di approvazione. Tant’e’ che uno degli esiti sara’ un maggior gettito fiscale e contributivo”.
“Al tempo stesso – conclude Tassinari – l’emendamento definisce le piattaforme digitali qualificate come le strutture d’impresa che utilizzano ‘un’interfaccia digitale multilaterale, al fine di offrire servizi mediante l’utilizzo di applicazioni informatiche, intelligenza artificiale e sistemi di gestione di dati e metadati’, dettando anche per esse rigorosi parametri costitutivi, di sicurezza e di compliance con la Pubblica amministrazione. Il nostro contributo si pone anche l’obiettivo di favorire la nascita e di attrarre in Italia le imprese digitali piu’ creative e all’avanguardia”.
“Registriamo con interesse questo emendamento che va nella giusta direzione di modernizzare il mercato del lavoro, stabilizzando e riconoscendo i nuovi trend in atto, ma senza intaccare diritti e tutele previsti dai contratti di lavoro subordinato – è il commento di Nicolò Boggian, CEO di White Libra – Confidiamo che se approvato possa consentire lo sviluppo di un percorso solido volto a risolvere alcuni atavici problemi del mercato del lavoro italiano: scarsa produttività, bassi salari , informalita’, lunghe catene di subappalto , difficile inclusione di territori, donne e giovani nel mercato del lavoro. Allo stesso tempo l’emendamento consentirà ai nuovi imprenditori che vorranno investire su tecnologia ed economia della conoscenza di essere maggiormente competitivi a livello internazionale e al paese di massimizzare i benefici ambientali e sociali dello Smart working”.