Il nuovo strumento AI di OpenAI, Sora, è sbarcato ufficialmente sul mercato, ma non per gli utenti europei
Generare video realistici ad alta risoluzione o estendere video esistenti partendo da semplici prompt testuali. Questo quanto possibile realizzare con Sora, l’AI di OpenAI ufficialmente disponibile per chi ha sottoscritto un abbonamento Plus o Pro.
Il rilascio è avvenuto al termine di una sperimentazione durata anni e che ha portato al lancio di Sora Turbo, la versione che offre prestazioni molto più elevate. Si parla infatti di video fino a 1080p, lunghi fino a 20 secondie in proporzioni widescreen, verticali o quadrate.
Tra le funzioni, Remix che può sostituire, modificare o rimuovere elementi in un video originale, Re-cut che parte da singoli fotogrammi per estendere o creare una scena, Loop che crea video che si ripetono oppure ancora Blend che unisce in modo coerente tramite AI due filmati e Style presets che modifica lo stile.
C’è da dire che, come annunciato dalla stessa OpenAI, l’attuale versione di Sora ha molte limitazioni. Spesso genera una “fisica irrealistica e lotta con azioni complesse per lunghi periodi”.
Inoltre, tutti i video generati da Sora sono dotati di metadati C2PA (si apre in una nuova finestra), che identificheranno un video come proveniente da Sora e possono essere utilizzati per verificare l’origine. Aggiunte anche filigrane visibili per impostazione predefinita e costruito uno strumento di ricerca interno che utilizza attributi tecnici di generazioni per aiutare a verificare se il contenuto proviene da Sora.
Sora di OpenAI non arriverà in Europa
Non proprio tutti gli utenti del mondo possono però, per ora, accedere a Sora. L’Unione Europea infatti, insieme a Svizzera e Regno Unito, è l’unico mercato escluso dal lancio, per ragioni di mancato adeguamento con le normative comunitarie sulla privacy e sull’intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda le tempistiche, impossibile fare speculazioni. Lo stesso Sam Altman, AD di OpenAI, ha dichiarato: «Stiamo facendo del nostro meglio, ma non ci sono ancora tempistiche da condividere».