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Ti senti un utente consapevole o una pedina dell’economia dell’attenzione?

Utente consapevole o pedina dell'economia dell'attenzione?

Ti senti un utente consapevole o una pedina dell’economia dell’attenzione? Stai usando i social o sono i social a usare te? Ti è mai capitato di aprire un social “per un minuto” e ritrovarti a fare scrolling per mezz’ora senza rendertene conto? Magari isolandoti durante una conversazione? O sentire un notifica “fantasma” e immediatamente prendere il tuo smartphone per controllare e renderti conto che non era il tuo a suonare? Oppure provare una leggera ansia quando non controlli il tuo smartphone, perché sei ad una cena, ma la tentazione è altissima?

E’ il risultato di un sistema progettato scientificamente per creare dipendenza. Le piattaforme hanno bisogno di attenzione e maggiore attenzione regaliamo, più alte sono le entrate pubblicitarie per i social network. 

Quel like e quella notifica sono ricompense variabili, non sappiamo mai quando arrivano, ma ci ricordano che “siamo parte di”. Quella “paura di rimanere escluso da ciò che avviene” (la cosiddetta FOMO) ci spinge a restare connessi perché rischieremmo di perderci una storia (d’altronde dura solo 24 ore), o di non visualizzare quello stato “online” e magari rischiare di non essere inclusi in una conversazione. Oppure di perderci un contenuto che ha ricevuto moltissimo like. “Se piace così tanto, non possiamo non visualizzarlo e non essere parte di” e così, oltre a leggerlo, a mettere like, magari seguiamo la massa e ci precipitiamo anche noi a quell’evento o a rincorrere un gadget, che più che l’oggetto in sé è la sua rappresentazione fisica di “trofeo” raggiunto.

Viviamo in un paradosso, siamo alla costante rincorsa del tempo, non ci basta mai. “Mi piacerebbe ma non ho tempo”, “Vorrei ma non ho tempo”, ma quando ci arriva il report del tempo trascorso sui social la reazione è generalmente quella di occhi sgranati e bocche spalancate. Siamo alla costante ricerca di esclusività, unicità, identità specifica, ma non riusciamo a non seguire la massa e gli spostamenti suggeriti dal trend topic. 

La tua attenzione ha un valore importante, la stai sfruttando bene? Soprattutto sei consapevole del business dell’attenzione? Il famoso detto “il tempo è denaro” vive anche online, anzi direi più vivo che mai sulle piattaforme social e più nello specifico su ogni singolo contenuto. 

Ogni piattaforma ha le sue strategie per mantenere alta l’attenzione. Ti è mai capitato di scrollare su TikTok in maniera più lenta e ricevere un contenuto “pazzesco” che ti ha fatto riattivare l’entusiasmo? No, non è casuale. L’algoritmo ci propone i contenuti, il design ci spinge a interagire, le notifiche a farci tornare. 

I social non sono ‘cattivi’, ma sono progettati per massimizzare il nostro tempo online. La vera domanda è: ne vale la pena? Se passiamo due ore al giorno su Instagram, sono 730 ore all’anno – quasi un mese intero. E allora, possiamo realmente parlare di “mancanza di tempo”?

Francesca Anzalone

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