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Connessi ma non uguali: cosa ci raccontano i dati Istat 2024 su cittadini e ICT

cittadini e ICT

In un Paese dove quasi nove famiglie su dieci sono connesse, il divario digitale non è ancora superato.
La statistica Report Istat Cittadini e ICT 2024 ci restituisce l’immagine di un’Italia a due velocità: giovani e famiglie con bambini navigano senza problemi, mentre gli over 65 e alcune aree del Sud restano ai margini della rivoluzione digitale.
Eppure, i segnali di cambiamento ci sono: più formazione online, più acquisti via web, più servizi digitali usati nella vita di tutti i giorni.
La sfida? Rendere il digitale davvero popolare, per tutti.

Cresce l’uso di Internet, ma persistono i gap

Nel 2024, l’86,2% delle famiglie italiane dispone di un accesso a Internet da casa: un dato in aumento (+2,5 punti percentuali) rispetto all’anno precedente. La connettività è praticamente totale nelle famiglie con almeno un minore (99,1%) e molto alta (94,5%) in quelle con soli adulti non anziani. Tuttavia, tra le famiglie composte esclusivamente da over 65, la quota scende a poco più del 60%.
Anche tra gli individui si osserva una crescita: l’81,9% delle persone di 6 anni e più ha utilizzato Internet negli ultimi tre mesi (+2,4 punti percentuali sul 2023). L’uso della rete è ormai una pratica consolidata per oltre il 93% delle persone tra gli 11 e i 54 anni. La penetrazione cala, però, tra i 65-74enni (68,1%) e crolla tra gli over 75 (31,4%).

Nord e Sud, giovani e anziani: i divari che contano

I divari territoriali restano significativi, come emerge dalla Statistica Report. Nel Mezzogiorno, la quota di chi ha usato Internet negli ultimi tre mesi si ferma al 77,5%, 7 punti in meno rispetto al Nord. Le regioni con la maggiore percentuale di famiglie connesse sono il Veneto e il Friuli Venezia Giulia (89,3%), mentre quelle con le percentuali più basse di famiglie connesse sono Sicilia (82,3%), Molise (80,8%) e Basilicata (79,7%).
Anche l’istruzione continua a fare la differenza: naviga il 95,8% di chi ha una laurea, il 91,6% dei diplomati, ma solo il 69,7% di chi possiede al massimo la licenza media.

Cosa si fa online? Chattare, acquistare, imparare

Se guardiamo agli usi di Internet, tre persone su quattro (73,4%) utilizzano servizi di messaggistica istantanea, il 66% effettua chiamate online e il 62% usa la posta elettronica. Più della metà guarda video su piattaforme di condivisione (57,4%) e quasi la metà cerca informazioni su beni o servizi (48,2%) o sulla salute (46%).
Un dato interessante riguarda la formazione online: il 27,5% degli utenti Internet ha partecipato ad attività formative, con una crescita di 1,1 punti percentuali rispetto al 2023. L’e-learning è particolarmente diffuso tra gli 11-19enni, ma coinvolge anche adulti tra 25 e 54 anni, per motivi sia professionali che personali.

E-commerce: un’abitudine consolidata

Il commercio elettronico continua a espandersi. Nel 2024, il 46,8% delle persone di 14 anni e più ha effettuato acquisti online nell’ultimo anno (+2,2 punti percentuali rispetto al 2023).
Gli articoli più acquistati? Vestiti, scarpe e accessori (23,2%), seguiti da articoli per la casa (13,7%) e abbonamenti a piattaforme di streaming (13,4%).
Tra i più assidui acquirenti online spiccano i giovani tra 20 e 24 anni (73,5%) e gli abitanti del Centro-Nord (50% contro il 38,4% del Mezzogiorno).

Pubblica Amministrazione: più informazioni, meno pratiche online

Nel rapporto con la Pubblica Amministrazione, aumenta l’uso di siti e app per ottenere informazioni (29,1%), mentre diminuisce l’utilizzo per scaricare moduli (-9,6 punti percentuali) o prenotare appuntamenti (-8 punti). Solo il 13% degli utenti dichiara di aver richiesto online certificati anagrafici o documenti.

Uno sguardo d’insieme

L’Italia sta diventando sempre più digitale, ma il cammino verso una piena inclusione è ancora lungo e, in parte, in salita.
I dati Istat mostrano che investire in competenze digitali, infrastrutture e accessibilità non è solo una questione tecnologica: è una questione sociale. Perché un Paese davvero connesso non si misura solo con il numero di famiglie online, ma con la capacità di non lasciare nessuno indietro nella rivoluzione digitale.

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