Il Garante della privacy approva la sperimentazione di IT Wallet per l’integrazione di ISEE e titoli di studio digitali. Ecco rischi, garanzie e prospettive del portafoglio digitale italiano.
Il panorama della digitalizzazione dei servizi pubblici in Italia compie un ulteriore passo avanti. Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato il suo parere favorevole alla fase sperimentale del progetto IT Wallet, consentendo che in un contesto controllato vengano inclusi documenti come l’ISEE e i titoli di studio nel portafoglio digitale degli utenti.
Nel documento ufficiale dell’Autorità, si legge che l’avvio della sperimentazione è subordinato all’adozione di misure precise a tutela della privacy e dei diritti dei cittadini. In particolare, il Garante chiede che siano chiariti i ruoli delle parti coinvolte, che non si effettuino trattamenti ulteriori non necessari e che vengano adottate robuste misure tecniche e organizzative conformi al GDPR. Inoltre, l’Autorità dovrà essere consultata su alcuni regolamenti chiave, come quelli relativi all’iscrizione al sistema e ai possibili “servizi remunerativi” (a pagamento) offerti da imprese private. Al termine del periodo sperimentale, dovrà essere prodotta una relazione ufficiale che evidenzi eventuali criticità e le soluzioni proposte.
Un parere favorevole del Garante che rappresenta una tappa importante, ma non definitiva, nell’evoluzione del sistema di identità e documenti digitali italiani. Il via libera è subordinato a rigorosi controlli e verifiche durante la sperimentazione.
Integrazione di ISEE e titoli di studio: come cambia l’IT Wallet
Durante questa fase sperimentale, gli utenti che aderiranno (su base volontaria) potranno inserire nel portafoglio digitale – tramite l’app IO – la certificazione ISEE e i propri titoli di studio (diplomi, lauree) a valore legale digitale. Per i titoli di studio, è prevista in prima battuta l’inclusione di quelli rilasciati da circa il 2010 in avanti, in quanto i sistemi digitali e le banche dati sono più completi per gli anni recenti.
L’attivazione dell’ISEE e dei titoli di studio nel portafoglio è facoltativa: ciascuno potrà decidere se aderire o meno. Si accederà all’app IO tramite SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica), che garantiscono autenticazione sicura già oggi. Una delle sfide sarà rendere disponibile l’accesso anche in modalità offline, così che l’utente possa mostrare i documenti anche in assenza di connessione.
Questa evoluzione non rimane isolata: si inserisce in un percorso che punta all’integrazione con l’EUDI Wallet, il wallet digitale europeo che dovrebbe essere operativo entro il 2026. In questo scenario, i documenti inclusi nell’IT Wallet potrebbero essere riconosciuti anche al di fuori dei confini nazionali, semplificando spostamenti, concorsi, e relazioni intra-UE.
Naturalmente, perché tutto funzioni in sicurezza, serve un’infrastruttura tecnologica robusta e un’armonizzazione normativa. Devono essere previsti audit, controlli, revisione delle misure di protezione e un’attenzione costante ai rischi per la privacy degli utenti.