Il progetto di Jeff Bezos cambia nome e punta a una costellazione da oltre 3.200 satelliti per competere con la rete di Elon Musk
Amazon cambia passo nel settore spaziale e ribattezza Project Kuiper con il nome definitivo Amazon Leo, segnando l’uscita dalla fase di sperimentazione e l’ingresso nella competizione diretta con Starlink, la rete di SpaceX che domina il mercato. Con Leo, il gruppo guidato da Jeff Bezos mira a costruire una costellazione da 3.236 satelliti in orbita terrestre bassa; finora ne ha lanciati poco più di 150, un numero lontanissimo dagli 8.000 e più satelliti Starlink già operativi e dai milioni di clienti che Musk ha conquistato nel mondo.
Nonostante il ritardo, Amazon punta sulle sue risorse industriali e finanziarie: linee produttive ad alta capacità, l’integrazione con i servizi AWS e una base clienti globale che potrebbe facilitare la distribuzione dei terminali. Le prime partnership con JetBlue Airways e L3Harris Technologies mostrano inoltre che Leo non guarda solo al mercato domestico, ma anche a settori come aviazione, difesa e imprese.
La strada resta complessa: SpaceX ha un vantaggio tecnologico significativo, un ritmo di lanci difficilmente replicabile e beneficia di economie di scala costruite in anni di attività. A questo si aggiunge un quadro regolatorio in continua evoluzione e l’obbligo, per Amazon, di mettere in orbita un numero sostanziale di satelliti entro il 2026, requisito essenziale per mantenere le licenze statunitensi.
Il rebranding, però, manda un segnale forte al mercato: Leo non è più un progetto laterale, ma un pilastro della strategia di Amazon. E con la crescente richiesta di connettività satellitare da parte di governi, aziende e utenti nelle zone più remote, l’ingresso di un secondo gigante potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore.