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Instagram e video lunghi: la mossa di Mosseri contro YouTube

Instagram YouTube video lunghi

Mosseri apre ai video lunghi su Instagram e punta alla TV, YouTube intanto spinge Shorts e video brevi per fermare TikTok

Adam Mosseri ha fatto una concessione che, nel mondo dei social, vale quasi come un annuncio.

In un’intervista a Semafor ha ammesso che, per crescere, Instagram potrebbe aver bisogno di contenuti “premium” e perfino di video lunghi, un territorio che finora aveva scelto di non presidiare.  

È un’apertura che mette nel mirino anche YouTube, da sempre riferimento per il longform.  

Mosseri chiarisce che oggi i contenuti molto lunghi “non funzionano” su Instagram, perché la forza dell’app è la varietà e il ritmo. Ma aggiunge che questa posizione potrebbe cambiare e che, se cambiasse, l’impatto sarebbe radicale sull’identità della piattaforma.  

Se il pubblico chiedesse episodi più lunghi e più prodotti, Instagram dovrebbe ripensare feed, raccomandazioni e pubblicità, cioè pezzi centrali del suo modello.  

Nel frattempo Instagram prova a uscire dal telefono. Alla vigilia del rilascio dell’integrazione su Amazon Fire TV, Mosseri ha detto che non sa ancora come le persone useranno l’app sul televisore.  

Si aspetta però di imparare e correggere rapidamente, anche sbagliando i primi tentativi. L’obiettivo è arrivare sugli schermi grandi, dove l’attenzione si gioca sempre più tra piattaforme che vogliono essere “televisione” oltre che social.  

YouTube, Instagram e video lunghi: perché YouTube spinge sul breve

Il nodo è che YouTube, pur essendo la patria dei video lunghi, da anni investe su Shorts e sul linguaggio del video breve.  

Sul blog ufficiale, Shorts viene descritto come un formato da 60 secondi o meno e dal 2022 è arrivato anche sul grande schermo di casa. Nel 2024 YouTube ha esteso Shorts fino a tre minuti, per dare più spazio al racconto senza uscire dal formato verticale. 

E nel 2025 ha continuato ad aggiungere funzioni e regole che avvicinano Shorts alle dinamiche di TikTok, rendendo il breve ancora più facile da creare e misurare.  

Qui si innesta la “minaccia” di Mosseri: se YouTube rafforza il breve, Instagram può provare a sottrarre tempo con i video lunghi. La sfida, ormai, è controllare sia lo scrolling rapido sia la visione prolungata, sul telefono e nel salotto.  

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