“Governare la comunicazione istituzionale. Spazio, percezione e responsabilità etica” di Gianfranco Maccaferri è un saggio che sposta la comunicazione pubblica fuori dall’angolo tecnico-operativo e la riporta al centro del governo democratico. Nella società della comunicazione permanente, le istituzioni non sono più legittimate solo dall’ordinamento: devono essere riconosciute ogni giorno come affidabili, e questo riconoscimento passa attraverso forme, spazi, ritmi, continuità dei messaggi.
La tesi chiave è netta: nessuna comunicazione istituzionale è innocente. Ogni messaggio pubblico organizza un rapporto di potere tra chi parla e chi riceve, definisce un grado di rispetto, costruisce distanza o prossimità, propone un’immagine del cittadino come adulto competente o soggetto da sorvegliare. Anche quando “informa soltanto”, l’istituzione in realtà costruisce relazione.
Per questo l’autore mette al centro percezione e spazio: il cittadino non incontra l’istituzione in astratto, ma in un palazzo, un modulo, una pagina web, un post, una campagna. Prima ancora delle parole agisce un’architettura percettiva fatta di gerarchie, pieni e vuoti, ordine o confusione. Lo spazio non è un contenitore neutro: è già un discorso, e spesso decide il successo o il fallimento del contenuto. “Lo spazio precede il messaggio”: se la struttura percettiva è sbagliata, anche il contenuto migliore non funziona.
Il libro distingue con decisione propaganda e comunicazione istituzionale democratica: la prima mira al consenso e alla mobilitazione, la seconda a comprensione, orientamento, fiducia, soprattutto in un ambiente digitale dominato da piattaforme e algoritmi che premiano polarizzazione ed emotività.
Attraverso storia (dal referendum del 1946 alle campagne del dopoguerra), casi di studio (alcolismo giovanile, razzismo, omofobia, violenza di genere, raccolta differenziata, protezione civile) e una parte operativa su governance, continuità, competenze, Maccaferri mostra che la comunicazione pubblica è infrastruttura di convivenza: se resta episodica o improvvisata, diventa fragile e pericolosa; se viene governata nel tempo, contribuisce a rendere effettivi diritti, fiducia e qualità democratica.
La sua tesi principale – che la comunicazione istituzionale è governo dello spazio percettivo e quindi esercizio di responsabilità democratica, non semplice tecnica di persuasione – lo rende un testo di riferimento per chiunque voglia portare la comunicazione delle istituzioni oltre il livello del “fare i post”.

Gianfranco Maccaferri
nasce in Libia nel 1960 e giunge in Italia come profugo. Diviene fotografo professionista, grafico e, per oltre vent’anni, cura eventi e progetti culturali dedicati alla fotografia e al suo potere comunicativo.
A ventidue anni realizza la sua prima ricerca sul linguaggio visivo, incentrata sul dialogo tra scultura e fotografia, in collaborazione con lo scultore Roberto Priod e con i critici Roberta Valtorta e Andrea Del Guercio.
A ventisei anni scrive una ricerca sulla storia dei fotografi valdostani dal 1870 al 1940.
A ventotto è chiamato a insegnare presso l’Istituto Europeo di Design (IED), dove svolge attività di docenza per quattro anni accademici.
Ha curato numerose esposizioni e ricerche, collaborando con alcuni tra i principali fotografi italiani, e ha pubblicato saggi e testi critici/storici sulla fotografia in riviste specializzate e cataloghi.
Lavorando presso l’Ufficio comunicazione della Protezione Civile della Valle d’Aosta progetta strumenti informativi e di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza: opuscoli, pubblicazioni divulgative, materiali didattici e video-documentari.
Nel 2006 collabora con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile come responsabile editoriale di “Protezione civile in famiglia”, vademecum distribuito in oltre sei milioni di copie attraverso i maggiori settimanali nazionali.
Dal 2015 si dedica anche alla narrativa, pubblicando racconti brevi su quotidiani nazionali e scrive tre romanzi.
“Governare la comunicazione istituzionale” nasce dall’esperienza maturata tra ricerca, didattica e comunicazione pubblica, con l’intento di promuovere una gestione più consapevole e strategica della comunicazione nelle istituzioni.