Dal 22 al 27 giugno 2026, Bagheria (PA) torna a trasformarsi nella capitale del “cinema insulare” con la seconda edizione del BAAFF Baarìa Film Festival.
Prodotto dall’associazione culturale Kinema con la direzione artistica di Vanessa Tonnini e Andrea Di Quarto, fondatore del progetto, la manifestazione propone un viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo.
Ma nell’era dell’iperconnessione, come fa un festival radicato sull’identità di un micro-universo fisico a farsi universale?
Lo chiediamo al suo ideatore, Andrea Di Quarto.
«Credo che oggi il concetto di isola sia molto più universale di quanto possa sembrare. Viviamo in un mondo iperconnesso, dove teoricamente siamo tutti vicini, ma spesso ci sentiamo comunque lontani, separati, alla ricerca di un’identità e di un luogo a cui appartenere» – ci racconta l’ideatore di BAAFF.
«Le isole raccontano proprio questo: sono spazi delimitati, ma al tempo stesso aperti al confronto con l’altro, attraversati da culture, migrazioni, incontri e trasformazioni. Il Baarìa Film Festival nasce da Bagheria e dalla Sicilia, ma non vuole parlare soltanto di un territorio geografico – continua Di Quarto.
« Vuole raccontare una condizione umana. Le storie insulari che portiamo sullo schermo parlano di comunità, memoria, radici, cambiamento, resistenza e desiderio di futuro.
Temi che appartengono a chiunque, indipendentemente dalla latitudine in cui vive.
Paradossalmente, più un racconto è autentico e radicato nella propria identità, più riesce a diventare universale.
Bagheria diventa così un punto di osservazione privilegiato sul mondo: un luogo da cui guardare esperienze diverse e metterle in dialogo».
Qual è la mission Baaria Film festival?
«Il festival vuole essere un ponte tra isole reali e metaforiche, tra culture differenti e sensibilità comuni. In questo senso, l’iperconnessione non annulla il valore dei territori, ma lo amplifica: ci permette di condividere storie locali con una comunità globale. Ed è esattamente questa la sfida e, allo stesso tempo, la missione del Baarìa Film Festival.»
Un’isola connessa: la strategia digital del BAAFF
Per una testata come Digitale Popolare, il BAAFF rappresenta un caso studio interessante di promozione culturale 4.0.
Se da un lato il festival abita i luoghi fisici e storici del barocco siciliano — come villa Cattolica, sede del Museo Guttuso, nella Città delle Ville e del Gusto, villa Butera e il Cinema Capitol —, dall’altro si sviluppa su una fitta rete di ecosistemi digitali.
La narrazione del festival viaggia parallelamente online attraverso i canali ufficiali, pensati non solo come vetrina informativa, ma come veri e propri aggregatori di community.
Tra questi il portale Web, sul sito ufficiale www.baariafilmfestival.com e sui canali social del festival è possibile consultare la programmazione interattiva, le schede dei film in Realtà Condivisa e i dettagli logistici.
Attraverso i profili Instagram, Facebook e Youtube dedicati, riconoscibili dal tag ufficiale della manifestazione e dall’hashtag #BAAFF2026, l’organizzazione punta su una forte componente visual.
Clip esclusive, IG Stories dal backstage del Gala inaugurale a Villa Ramacca e live streaming dei panel permettono anche al pubblico remoto di “approdare” virtualmente al festival e nella città siciliana che lo ospita.
Il festival dimostra come il digitale possa rompere i confini dell’insularità: le isole — sia reali che metaforiche — smettono di essere mondi chiusi e diventano, grazie alla rete, “avamposti narrativi di osservazione sul contemporaneo”.
Il programma: grandi nomi
Il cartellone di quest’anno è densissimo di ospiti di primo piano del cinema italiano.
Tra cui Claudia Gerini, presidente di Giuria, Massimo Ghini, Fortunato Cerlino, che aprirà il festival il 22 giugno con la sua opera prima Avemmaria, Edoardo De Angelis, Lorenza Indovina e il regista Mimmo Calopresti.
Il vero punto di contatto con l’ecosistema dell’innovazione e della produzione moderna sarà tuttavia il Panel Industry previsto per Sabato 27 giugno alle ore 11:00.
Titolo del panel:”Serialità, Territori e Comunità, – Il potere della narrazione come motore di sviluppo economico e culturale del territorio”.
In questo incontro si discuterà proprio di come le piattaforme di streaming digitale, la serialità televisiva e le nuove tecnologie di distribuzione stiano ridefinendo l’economia della cultura, trasformando i territori locali in brand globali.
Internazionalità e crossmedialità: i film in concorso
Il festival si divide in due sezioni competitive internazionali: “Maree” (lungometraggi) e “Approdi” (cortometraggi).
Anche la selezione artistica flirta con linguaggi digitali e innovativi: ne è un esempio Nyumba di Francesco Del Grosso, unico italiano in concorso nei lunghi, che arricchisce il racconto documentaristico classico con la potenza visiva ed evocativa della sand art.
Dalla Norvegia di Sukkwan Island, distribuito da I Wonder Pictures, fino al debutto alla regia dell’icona asiatica Shu Qi con Nühai (Girl) direttamente da Taiwan, il BAAFF 2026 promette di connettere Bagheria al mondo.
Per rimanere aggiornati in tempo reale, seguire le masterclass in streaming e non perdere i contenuti esclusivi dei protagonisti, basta collegarsi al sito web e seguire i canali social ufficiali del festival. L’appuntamento, digitale e fisico, è dal 22 al 27 giugno.