Nel sole che sorge c’è il simbolo di una filosofia e una storia antichissima. Vino dai vigneti popickych alla corte di Maria Teresa d’Austria, imperatrice del Sacro Romano Impero, regina di Boemia, Croazia e Slavonia. Ma le radici delle barbatelle di Pàlava, vitigno autoctono della Moravia, regione meridionale della Repubblica Ceca, a pochi chilometri dal confine austriaco, sono ancora più profonde: tredicesimo secolo, come attesta un documento che narra di colline vestite a vigne che affacciano sul respiro dolce e lento di un lago. Luogo d’incanto, quaranta ettari vitati dove l’azienda Sonberk cura e vinifica bianchi dai profumi intensi, in bocca sensazioni variegate che parlano di un terroir molto particolare.
Rocce calcaree, clima continentale, escursioni termiche, una distesa di dolci declivi a 250 metri sul livello del mare diventate patrimonio Unesco, nel cuore di Pàlava, enclave protetta per i vini che qui vengono prodotti. Sonberk è l’azienda cult e Katerina Januskova ne spiega le peculiarità nel cuore di Roma e nell’incanto del quartiere Coppedè. Lo Spazio d’arte Cima è la location perfetta che la “vulcanica” Roberta Cima ha messo a disposizione di Mediatis Wine in Motion per un panel di degustazione riservato ai sommelier.
Riccardo Siviero che di Mediatis è l’anima, presenta con orgoglio l’ultima ‘perla’ aggiunta alla ‘collana’ dei vini stranieri che distribuisce in Italia. E Katerina sarà la ‘portavoce’ dalla Repubblica Ceca, l’agente a L’Avana che ne curerà la commercializzazione.
Tasting, anche mediatico. Riccardo posta foto e racconta la serata su Facebook, in presa diretta: “I social sono fondamentali per la nostra attività perchè rappresentano un filo diretto con i consumatori, gli appassionati e gli addetti ai lavori. Postando la foto di un Riesling, accompagnata da una descrizione basic, si crea una sinergia, un interscambio di informazioni con i clienti. La curiosità per un vino straniero è la cifra che consente un dialogo costante e l’approfondimento della conoscenza. Io lavoro molto coi Social, per me sono uno strumento di comunicazione irrinunciabile”. Katerina lo segue: il telefonino diventa la piattaforma per “presentare Sonberk, premiata come migliore cantina della Repubblica Ceca nel 2013 (Vinery of the Year 2013). I social mi accompagnano ogni giorno: da Pàlava fino alla Sardegna dove organizzo eventi di degustazione per presentare nuove proposte al mercato, non solo italiano”.
Katerina gira il vino del calice e sorride: è un Riesling Vendemmia Tardiva 2012 (Rieslink Rinsky), il “numero uno dei vini Somberck e storicamente, il vino preferito dagli Asburgo”. Corposo, ma non invadente: idrocarburi, minerale, sentori di salvia, fiori bianchi ed erbe aromatiche. “Vino fatto a mano, rigorosamente biologico”, sottolinea Katerina che ora gira nel calice le due annate di Pàlava in degustazione: un 2012 e un 2013 che si rivelano una bella sorpresa: delicato, quasi etereo il primo; fruttato, con note di agrumi il secondo. Pàlava è il vitigno autoctono della Moravia, clone di Gewurztraminer e Muller Thurgau.
Eppoi, una ‘rivelazione’: Riesling 2013 botritizzato: profumi avvolgenti, complesso ed estremamente elegante al naso che trova perfetta corrispondenza in bocca nelle caratteristiche di sapidità e rotondità, con armonici sentori speziati. Solo 6800 bottiglie all’anno per questo ‘nettare’ che ti porta sul lago di Pàlava, nel silenzio di un luogo lontano dal rumore del mondo, dove l’unico rumore è quello del vento che pettina le vigne.