Grok di xAI entra nelle reti del Pentagono USA: cosa cambia per sicurezza, dati e strategia AI del Dipartimento della Difesa.
Il Dipartimento della Difesa degli USA porterà Grok, l’AI sviluppata da xAI e legata a Elon Musk, dentro le reti del Pentagono.
L’annuncio è stato fatto dal segretario alla Difesa Pete Hegseth durante un intervento dalla sede di SpaceX, in Texas. Secondo Hegseth, l’integrazione entrerà in produzione “più tardi questo mese”.
La novità riguarda sia i sistemi non classificati sia quelli classificati del Dipartimento.
La decisione arriva mentre Washington accelera sull’adozione di strumenti generativi per funzioni interne e operative. Hegseth ha presentato anche una AI acceleration strategy. Vuole più sperimentazione e meno passaggi burocratici.
Nel frattempo, il Pentagono sta sviluppando la piattaforma interna GenAI.mil, pensata per l’uso quotidiano del personale.
A dicembre il Dipartimento ha indicato che Gemini di Google alimenterà quel progetto, segnalando un approccio “multi-modello”.
Un altro punto chiave è la gestione dei dati. Senza archivi ordinati e condivisi, l’AI produce risultati fragili.
Per questo Hegseth ha chiesto al Chief Digital and Artificial Intelligence Office di far rispettare le regole interne sul data sharing.
L’obiettivo è rendere più dati disponibili tra sistemi federati, inclusi quelli usati nelle missioni.
Cosa significa l’integrazione con Grok per il Pentagono e gli USA
L’annuncio si inserisce nel filone di contratti con cui il Pentagono spinge l’AI in diverse aree operative.
Nel 2025 il Dipartimento della Difesa ha previsto accordi fino a 200 milioni di dollari. I fornitori coinvolti includono Anthropic, Google, OpenAI e la stessa xAI.
L’obiettivo è sviluppare flussi di lavoro “agentici”, cioè sistemi capaci di agire a supporto di analisi e processi.
In pratica, il Pentagono punta a automatizzare passaggi ripetitivi e ad accelerare la produzione di sintesi e report.
Resta però aperto il tema della sicurezza e della reputazione dello strumento.
Nelle ultime settimane Grok è stato criticato per la possibilità di generare immagini violente o sessualizzate e per alcune funzioni di manipolazione.
xAI ha ristretto parte della generazione di immagini agli utenti paganti, ma la reazione internazionale è proseguita.
Indonesia e Malesia hanno temporaneamente bloccato l’accesso al servizio, citando problemi legati ai contenuti.
Nel Regno Unito l’autorità Ofcom ha aperto un’indagine formale su X. Il focus è l’uso di Grok per manipolare immagini di donne e minori.
Non è l’unico precedente recente. Prima dei contratti, Grok era finito sotto accusa per risposte antisemite e razziste.
Per gli USA, la scommessa è trasformare questi modelli in strumenti affidabili e tracciabili.
Per il Pentagono, la partita si giocherà su governance, qualità dei dati e responsabilità di chi usa l’output dell’AI.