Sam Altman commenta con scetticismo i risultati di DeepSeek, sottolineando dubbi sull’effettiva efficienza della loro AI.
Negli ultimi giorni, il dibattito sull’efficienza delle nuove intelligenze artificiali si è riacceso. Al centro della scena ci sono Sam Altman, CEO di OpenAI, e DeepSeek, l’azienda cinese che sostiene di aver creato un modello linguistico molto più efficiente rispetto agli standard attuali. Tuttavia, a distanza di mesi, le affermazioni fatte da DeepSeek hanno ricevuto una risposta fredda da Altman.
In un’intervista a Bloomberg, il numero uno di OpenAI ha espresso forti dubbi sulla reale innovazione proposta da DeepSeek. La startup asiatica ha dichiarato che il suo modello, chiamato DeepSeek-V2, sarebbe in grado di raggiungere prestazioni paragonabili a GPT-4 utilizzando molte meno risorse computazionali. Ma secondo Altman, queste affermazioni sembrano esagerate: “Non credo abbiano scoperto qualcosa di molto più efficiente”, ha scritto.
Le parole di Altman non arrivano per caso. I grandi modelli linguistici sono costosi da addestrare e far funzionare. Se davvero esistesse un metodo più economico, cambierebbe drasticamente gli equilibri del settore. Ma, al momento, mancano prove concrete che confermino quanto dichiarato da DeepSeek.
DeepSeek e l’IA più efficiente? Sam Altman non ci crede
L’annuncio di DeepSeek-V2 ha colpito l’attenzione degli esperti per un motivo preciso: il nuovo modello dichiarerebbe di essere “quattro volte più efficiente” rispetto ai sistemi attuali, grazie a un’architettura chiamata Mixture of Experts. Questo approccio permette di attivare solo una parte dei neuroni durante l’elaborazione, riducendo il consumo di energia e potenza di calcolo.
Nonostante la teoria sia nota da tempo e utilizzata anche da aziende come Google, DeepSeek afferma di averla portata a un livello superiore. Ma qui entra in gioco lo scetticismo di Altman. Il CEO di OpenAI non è nuovo a sfide e confronti, ma in questo caso sembra suggerire che dietro l’entusiasmo ci sia più marketing che sostanza.
Secondo lui, senza trasparenza sui dati e sulle metodologie utilizzate, è difficile prendere sul serio certe dichiarazioni. E fino a oggi, DeepSeek non ha fornito dettagli sufficienti per permettere alla comunità scientifica di verificare i risultati. Il confronto tra giganti dell’IA è appena iniziato, ma Altman ha già mostrato chiaramente da che parte sta.