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Spotify, fine dei giochi per l’apk craccato

Spotify craccato

Le migliaia di segnalazioni pubblicate su siti e forum vari hanno confermato quanto già era nell’aria da tempo: Spotify craccato ha smesso di funzionare.

È dal 3 marzo, infatti, che gli utenti “abusivi” della più famose app di streaming musicale, e non solo, hanno perso la possibilità di riprodurre i propri contenuti e vedere le playlist che nel corso degli anni hanno creato. Alcuni hanno addirittura segnalato il blocco del profilo con la conseguente cancellazione delle playlist e della libreria personale.

Inizialmente, con lo Spotify Down del 3 Marzo, a segnalare il malfunzionamento dell’app sono stati tutti gli utenti, anche quelli in possesso della versione “legittima”. Tuttavia, dal momento che il disservizio è rientrato, le segnalazioni provengono solo da coloro che continuano ad utilizzare versioni APK modificate del client.

Già nei mesi precedenti, Spotify aveva annunciato l’implementazione di nuovi sistemi di rilevamento delle versioni craccate. L’obiettivo era proprio cercare di arginare un fenomeno che ormai da anni provoca ingenti danni alla società e si ripercuote anche sui musicisti. 

Le ipotesi messe in campo per giustificare lo Spotify Down sono due: o Spotify si è aperta alla nuova Play Integrity API del Play Store, utile a verificare che le azioni e le richieste degli utenti provengano dal “file binario dell’app non modificato, installato da Google Play ed eseguito su un dispositivo Android autentico”. Il server di backend dell’app può poi decidere come procedere per impedire abusi e accessi non autorizzati (come in questo caso).

Oppure l’Italia è entrata a far parte della lista dei Paesi in cui effettuare test A/B, con nuove misure di sicurezza attivate per gli utenti nostrani.

Le alternative gratuite a Spotify (craccato)

Tra le altre opzioni che i fruitori di musica e podcast possono prendere in considerazione c’è YouTube Music, del tutto gratis ma con pubblicità e schermo sempre attivo, oppure Amazon Music, gratis per gli abbonati Prime. 

Per chi invece a Spotify non riesce proprio a rinunciare, il catalogo musicale è accessibile da tablet e pc, accontentandosi dell’interruzione di pubblicità tra un brano e l’altro. Gli studenti, inoltre, possono usufruire di uno sconto di 5 euro (rispetto al costo ordinario dell’abbonamento, pari a 10,99 €/mese), e chi non ha mai provato Premium (legittimamente) può farlo ora gratuitamente per un mese.

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