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5T: la smart mobility passa anche attraverso lo smart working

Lo scorso 9 ottobre, 5T − società in-house di Città di Torino, Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino e Gtt spa, che si occupa di mobilità intelligente − ha firmato un accordo con le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti di Torino per l’avvio dello smart working in azienda.

Per smart working o “lavoro agile”, come definito dalla legge 81 del 22 maggio 2017, si intende una nuova modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato. In questo modo la prestazione lavorativa può essere resa in parte all’interno dei locali aziendali e in parte da casa o da qualsiasi luogo idoneo con la dotazione tecnologica necessaria, ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero o settimanale.

La sperimentazione verrà avviata in 5T a partire da gennaio e coinvolgerà i dipendenti che, su base volontaria, intendano aderire al progetto e, attraverso appositi accordi individuali, usufruire di 4 giorni al mese di smart working. In casi particolari (situazioni connesse alla genitorialità o all’assistenza medica ai familiari), i giorni potranno essere estesi a 8.

Per il presidente Piero Boccardo “5T ha da sempre una vocazione per l’innovazione. In questo caso non innoviamo con la tecnologia ma con una nuova politica di sostenibilità rivolta ai nostri dipendenti, in linea con la responsabilità sociale dell’azienda. Con l’introduzione dello smart working, vogliamo consolidare il rapporto di fiducia dell’azienda con i dipendenti, che sono la vera risorsa di 5T: da una parte vogliamo agevolare la conciliazione dei tempi della loro vita privata con quella lavorativa e dall’altra accrescere la loro autonomia e responsabilità verso gli obiettivi aziendali. Infine, lavorando nel mondo dei trasporti, con l’adozione del lavoro agile, 5T contribuirà ad una mobilità più sostenibile riducendo gli oneri individuali di spostamento e di tempo risparmiato e sul lungo periodo anche in termini di tutela per l’ambiente”.

 

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