Due siti su tre raccolgono e trattano dati personali di bambini, uno su due condivide le informazioni raccolte con terze parti. Sono i dati più significativi emersi dall’indagine sul rapporto Internet/bambini, promossa dal Global privacy enforcement network (Gpen), la rete internazionale nata per rafforzare la cooperazione tra le autorità della privacy di diversi Paesi.
I dati del rapporto sono stati forniti per l’Italia dal Garante per la protezione dei dati personali – membro del network Gpen – nell’ambito dell’analisi “Privacy sweep 2015”, svolta su circa 1.500 siti web ed app di tutto il mondo.
Obiettivo della ricerca è quello di verificare se sulla Rete viene rispettata o meno la privacy dei minori, in particolare quelli compresi tra gli 8 e i 12 anni: fascia d’età nella quale molti giovanissimi già navigano in Rete sia con pc che con device mobile.
Nel dettaglio, i risultati della ricerca hanno evidenziato che il 22% dei siti analizzati dà la possibilità ai bambini di fornire il loro numero di telefono e il 23% permette ai minori di caricare le loro foto o video. Poi, il 58 % permette ai bambini di essere reindirizzati a un sito web, diverso da quello visitato, mentre solo il 24 % li incoraggia a chiedere il coinvolgimento dei genitori. Ultimo risultato: il 71% di siti ed app non fornisce una modalità facilmente accessibile per cancellare le proprie informazioni personali dall’account.
Il fatto che i minorienni possano fornire liberamente in Rete i propri dati personali, come numero di telefono e indirizzo di abitazione, senza alcun controllo da parte dei genitori, spiega il presidente di Federprivacy Nicola Bernardi, “è un fatto preoccupante, e non solo apre degli scenari di potenziali violazioni della normativa sulla protezione dei dati, ma espone i bambini a pericoli di cui non sono consapevoli, rendendoli facile preda di malintenzionati”.
Sarà proprio Federprivacy ad affrontare il rapporto tra minori e Internet il 21 ottobre prossimo, nel corso del 5° Privacy day forum. In particolare durante la giornata di studio sono previsti interventi formativi per i giovani nella sessione “Privacy tra i banchi di scuola”.