Sulla semplificazione la parola ai cittadini. Per il Piano triennale Semplificzione 2016-2018 la Regione Umbria chiede il contributo diretto della popolazione, invitata ad esprimersi e suggerire ambiti di azione, attraverso il blog Umbria Semplice. Trasparenza e partecipazione le parole chiave del progetto.
Il nuovo Piano sarà organizzato sulla base di 5 linee guida di intervento, definite dopo un periodo di incontri con rappresentanze di imprese e cittadini, organizzazioni professionali e di categoria ed enti locali. Per la prima volta saranno i cittadini ad esprimersi in merito, valutando il Piano attraverso una consultazione pubblica online, che precederà l’approvazione del documento da presentare all’Assemblea legislativa dell’Umbria.
Nel blog Umbria seplice, che è stato attivato per tale scopo, possono prendere la parola tutti, inviando le proprie idee oppure commentando e votando le idee già proposte. Si può accedere al blog tramite la propria mail oppure tramite un social network al quale si è iscritti che si trova in icona sulla pagina di registrazione. L’Amministrazione Regionale valuterà i contributi sulla base della congruità rispetto all’impianto strategico del Piano Triennale di Semplificazione e dei documenti programmatici regionali e della coerenza e compatibilità con le linee di intervento individuate.
Il documento di Piano che seguirà questo processo partecipativo costituirà dunque il punto di partenza di un percorso pluriennale che vedrà la Regione impegnata, insieme a tutti gli interlocutori del sistema regionale, nell’attuazione di azioni che siano effettivamente in grado di garantire il rilancio della competitività del sistema economico regionale ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
“Con le azioni attuative del Piano triennale 2012-2014 – ha precisato l’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini – la Regione Umbria ha sperimentato nuove metodologie, nuovi sistemi organizzativi, definendo standard e modelli. Nel contempo ha avviato un sistema di monitoraggio e una valutazione delle attività, realizzando anche indagini oggettive sul territorio, per valutare gli impatti dell’azione regionale. Ciò ha permesso di acquisire consapevolezza dei punti di forza e dei limiti di tali azioni. E’ proprio da queste analisi e valutazioni – ha proseguito Bartolini – che, per la definizione del Piano triennale 2016-2018, sin dalla sua prima stesura, è stata scelta una nuova modalità operativa per raggiungere maggiori, migliori, ma soprattutto più tangibili risultati.
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