Dopo la partecipazione al recente convegno “Comunicare il museo oggi: dalle scelte museologiche al digitale”, organizzato dall’’Università Sapienza di Roma e dedicato al tema della ricerca e della promozione museale (leggi qui), l’Opera del Duomo di Firenze, che gestisce un unico grande museo composto dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la Cupola di Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il Battistero di San Giovanni, la Cripta di Santa Reparata e il Museo dell’Opera del Duomo, ha organizzato sabato 20 febbraio una conferenza dedicata alla comunicazione museale sui social media.
L’evento, nato dall’opportunità di dibattito con alcuni fotografi e Instagramers internazionali presenti a Firenze, invitati dall’Opera di Santa Maria del Fiore, ha divulgato e permesso l’esperienza del movimento #empty, e ha lanciato l’evento #In&Out intorno al sistema museale. Durante la conferenza sono stati discussi, insieme agli ospiti italiani ed internazionali, l’impatto della comunicazione digitale per il settore arte e cultura, i risultati del movimento #empty, spiegato direttamente con il suo fondatore Dave Krugman, e le opportunità di organizzare un evento In&Out su Instagram, raccontato dall’ideatrice Tiziana Vergari.
La conferenza è stata introdotta dal presidente dell’Opera, che insieme a tutto il CDA, ha avuto non solo la lungimiranza ma anche il coraggio di credere in progetti di comunicazione e promozione del sistema museale non soltanto social, ma anche sperimentali e innovatori.
E’ stata un’ottima occasione anche per ascoltare dalla voce di Nicola Carmignani e Marianna Marcucci il punto sulla situazione della comunicazione museale e culturale in Italia, con una spiegazione sintetica ma esaustiva del progetto Invasioni Digitali, che ha davvero cambiato il modo di vivere l’arte delle nostre città. I numeri della risposta a questa provocazione popolare sono impressionanti! Questo è stato l’unico intervento di spessore in verità, con supporto multimediale e racconto organico e propositivo.
Gli interventi dei vari Instagramers sono stati invece del tutto improvvisati, e la conduzione lenta e autocelebrativa dei gruppi organizzati intorno a questo social network, a dimostrare ancora una volta che il tentativo di costruire community esclusive e direttive non produce community social!
Cos’è stato #emptyDuomoFi
Dopo #emptyMET, #emptyLouvre, #emptyGuggenheim, #emptyTate, #emptyMAH dodici Instagramers internazionali con un momento unico ed esclusivo hanno raccontato l’Opera di Santa Maria del Fiore durante l’orario di chiusura al pubblico. Un modo insolito di raccontare l’arte attraverso un movimento che permette di dare libero spazio alla creatività e voce al fascino dei musei, un mezzo efficace per far scoprire mondi a volte non così immediati e semplici da raccontare al pubblico. (empty.ilgrandemuseodelduomo.it).
Il progetto è nato da un’idea dell’Instagramer statunitense Dave Krugman che nel 2013 riesce a farsi dare il permesso dal Metropolitan Museum di New York di accedere al palazzo dopo l’orario di chiusura. Krugman coglie l’occasione al volo e invita altri Igers che iniziano così a scattare insieme fotografie alle stanze deserte del Met e a condividerle in rete: nacque così #emptyMET.
I risultati furono sorprendenti: le opere d’arte di uno dei più importanti musei del mondo catturate nella loro solitudine, immerse in ambienti completamente vuoti dove l’immagine dell’architettura deserta del museo diventa qualcosa di non comune e di esclusivo, come se diventasse il museo stesso una nuova opera d’arte. In pochissimo tempo il successo di #emptyMET grazie al network di Instagram arriva all’attenzione dei principali Instagramers internazionali e nel 2014 ad ospitare il movimento #empty è la Royal Opera House di Londra, il più prestigioso teatro d’opera al mondo, a seguire importantissimi luoghi d’arte e cultura a livello mondiale.
Che cos’è stato #In&OutDuomoFi
A seguito della precedente operazione svolta nella città di Ginevra nel mese di settembre 2015 al Musée d’Art et d’Histoire (MAH), è stata individuata una formula battezzata “In and Out” nata con la finalità di creare un trait d’union tra i momenti antecedenti e posteriori l’evento principale “empty”.
La stessa formula è stata riproposta anche per l’evento studiato per il Grande Museo del Duomo, partendo dall’esterno in modalità macro fino al suo interno nei luoghi più inaccessibili ed unici.
Una risposta
Un interessante esperimento di Ibridazione fra Antico e Moderno, Arte e Tecnologia: un mix su cui l’Italia in particolare dovrebbe puntare!