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Gorizia, l’archivio della Grande Guerra a disposizione in un portale

“Maresciallo d’Italia Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, Comandante la 3a Armata del Regio esercito, sepolto nella cripta al centro del piazzale del Sacrario Militare di Redipuglia.” È uno dei 65.149 nomi presenti nel sito www.cadutigrandeguerra.net, l’archivio dove sono stati digitalizzati e messi a disposizione di chiunque i registri cartacei presenti nei sacrari militari di Redipuglia (39.993 nomi), Oslavia (20.887) e Caporetto (4.269). Un lavoro imponente realizzato dalla Provincia di Gorizia, in collaborazione con la Direzione del Sacrario Militare di Redipuglia e di ISIG – Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia.

Accedendo al sito internet sarà da ora possibile avere informazioni dettagliate sui soldati deceduti durante il primo conflitto mondiale. Oltre a nome e cognome, sono presenti anche luogo e data di morte, arma, corpo o reparto, luogo di sepoltura e coordinate del loculo, pagina del registro dove vengono riportati i dati e un capo annotazioni in cui trovano spazio tutte quelle informazioni aggiuntive, accumulate nel tempo, che riguardano lo scomparso. Un archivio che potrà, negli anni, anche essere modificato e aggiornato grazie alle segnalazioni e alle indicazioni dei parenti o degli studiosi. La ricerca è libera e può essere fatta attraverso il nome oppure il cognome, ma anche attraverso altri dati, come il corpo o l’arma, oppure il luogo o la data di morte.
«Un grande lavoro di ricerca e digitalizzazione, che rientra nel progetto Carso2014+ – commenta il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta. – Con questo sito internet abbiamo voluto fornire uno strumento in più ai molti parenti delle vittime della Grande Guerra, oltre a onorare la memoria degli scomparsi.» E a Gherghetta si aggiunge la vicepresidente della Provincia, Mara Černic: «Assieme alla Provincia di Trieste, che ha fatto un lavoro simile per i caduti austroungarici, e alla Fundacija Pot Miru, per quelli di Caporetto, possiamo dire di avere messo in rete una quantità di dati e informazioni davvero imponente, utile alle ricerche sia di studiosi che di chi in quel tragico conflitto ha perso i propri cari.»
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