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L’evoluzione della comunicazione pubblica nella prima tavola rotonda di #pasocial

La prima tavola rotonda, dal titolo “L’Italia e il digitale: come aiuta e cambia la Pa”, ha visto la partecipazione di Roberta Maggio, coordinatrice della comunicazione online di Palazzo Chigi, Sergio Talamo, giornalista e dirigente Formez, Marco Bani, capo segreteria tecnica Agenzia per l’Italia digitale, Luca Cari, responsabile comunicazione in emergenza dei Vigili del Fuoco.

Per raccontare il lavoro dell’Agid sul digitale, Marco Bani ha usato una metafora: “Per fare mosaico servono tanti tasselli, serve decidere quale dimensione usare, quale collante è migliore e su quale base appoggiarlo: l’Agenzia deve avere in mente quale sarà il risultato finale e mettere insieme i diversi artisti”. Tra i lavori realizzati da Agid, Bani ha ricordato le linee guida per il design dei siti web della Pa con l’obiettivo di renderli più chiari e uniformi, perché se gli spazi internet “non sono facilmente navigabili, non sono utili ai cittadini. Se i servizi digitali sono troppo complessi, portano l’utente a preferire la fila agli sportelli”. Nella nuova comunicazione la pa “deve utilizzare i canali che vengono utilizzati dai cittadini”, ha aggiunto il capo segreteria tecnica dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Roberta Maggio ha sottolineato i passi avanti compiuti da Palazzo Chigi sui nuovi strumenti di comunicazione a partire “da un linguaggio più semplice e da contenuti meglio organizzati per rendere più facile al cittadino trovare ciò che cerca”, raccontando il lavoro effettuato per rinnovare il sito web di Palazzo Chigi. Un lavoro che è stato accompagnato dall’impegno quotidiano sui social: dal canale Youtube a Flickr, dall’account Twitter con oltre 540mila followers fino allo sbarco su Facebook dove “facciamo molte dirette – ha raccontato Maggio – che è un modo per consentire ai cittadini di avere una porta aperta a Palazzo Chigi”.

Luca Cari ha esordito, ricordando che “siamo sui social da agosto ma siamo abituati alla comunicazione in emergenza: è diverso solo lo strumento e con Twitter si può comunicare tempestivamente”. L’esperienza dei Vigili del Fuoco è partita con “il terremoto nell’Italia centrale che ci ha fatto scendere in campo subito” e ha fatto rapidamente crescere l’account che “solo nel mese di novembre ha totalizzato oltre 1,6 milioni di visualizzazioni”, ha raccontato. Cari ha raccontato come viene gestito il profilo in emergenza: “C’è grande interesse per notizie in tempo reale, utilissime ad esempio per tranquillizzare le persone”, ha detto mostrando alcuni esempi di tweet lanciati durante il terremoto dell’ottobre scorso. E per il futuro “stiamo realizzando app con persone certificate sparse sul territorio per capire e gestire meglio le soluzioni sul territorio e ora stiamo già sperimentando app con la Federazione italiana motociclistiche per avere informazioni dirette e utili in caso si trovino sul luogo di un’emergenza”, ha concluso Luca Cari.

L’intervento di Sergio Talamo si è concentrato sul ruolo del comunicatore pubblico che “dovrebbe essere fondamentale al tempo della trasparenza digitale” eppure “chi usa i social nella Pa non è uno smanettone ma una figura professionale che fornisce un servizio importante”. Il cittadino oggi “ha un’occasione eccezionale per passare dal ‘cad’ al ‘cda’, cittadino digitale attivo in cui i social rappresentano una parte essenziale perché non sono solo un nuovo strumento ma una svolta epocale perché ti obbligano a informare in modo trasparente, tempestivo e in tempo reale”, ha sottolineato Talamo. Il dirigente del Formez ha poi analizzato la legge 150 che “è nata quando ancora non c’erano i siti web e dobbiamo avviarci verso una 151 perché ‘evoluzione professionale deve essere accompagnata da un’evoluzione organizzativa e normativa”.

 

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