E’ come una sorta di Gran Giurì di controllo sui contenuti. Un organismo indipendente che dovrà giudicare (e nel caso intervenire) su temi scottanti e attualissimi come l’incitazione all’odio, le molestie, il rispetto della privacy e quindi procedere con la cancella azione di contenuti e profili. Nasce il Comitato di Controllo, l’Oversigt Board, ribattezzato la Corte Suprema di Facebook, davanti al quale gli oltre due miliardi di utenti di Facebook si potranno appellare contro le stesse decisioni del social network, compreso Instagram.
Nei mesi scorsi il Comitato è stato battezzato da una carta fondante. I membri saranno in tutto 40 e, tra gli altri, ci saranno personalità del calibro di Tawakkol Karman, politica e attivista yemenita che nel 2011 ha ricevuto il Nobel per la pace, Alan Rusbridger, ex direttore del Guardian,Pulitzer per il reportage su Edwared Snowden, Michael McConnell, ex giudice federale degli Stati Uniti ora professore di diritto costituzionale a Stanford. “I casi che sceglieremo di trattare potrebbero essere controversi e le nostre decisioni non potranno accontentare tutti – spiega il Comitato – ci aspettiamo migliaia di segnalazioni, daremo priorità ai temi che potenzialmente possono influire sul maggior numero di utenti”.
Fra i quattro co-presidenti del Comitato si saranno Catalina Botero-Marino, avvocato colombiano che è stato relatore speciale per la libertà di espressione della Commissione interamericana per i diritti umani, Jamal Greene, professore di legge alla of Law at Columbia Law School, Michael McConnell, studioso di diritto costituzionale di Stanford e Helle Thorning-Schmidt, ex primo ministro danese.
Le decisioni della “Corte suprema” saranno “definitive e vincolanti sui contenuti specifici che possono essere consentiti o rimossi da Facebook e Instagram”, hanno affermato i quattro co-presidenti in un editoriale sul New York Times, sottolineando a più riprese di essere “indipendenti”. Un’indipendenza “garantita dalla nostra struttura. Le attività del board sono finanziate da un fondo di 130 milioni di dollari che non può essere revocato. E i suoi componenti – hanno concluso i quattro – non possono essere rimossi da Facebook”.
Insomma, Facebook (e a ruota Instagram) si dota di organismi che sono del tutto somiglianti a quelli di uno stato sovrano.