Di fronte a un consumatore più sensibile e attento all’impatto dei suoi comportamenti, anche la Pubblica Amministrazione, come il mercato, può rispondere alle nuove istanze dei cittadini sia nell’adottare strategie di comunicazione e scelte politiche che ne conseguono, sia per coinvolgere i cittadini nel partecipare attivamente alla discussione sulle politiche sostenibili lanciate anche attraverso proprie campagne. In realtà, proprio la PA può aprire la strada al cambiamento: questo il fulcro dell’intervento di Raffaella Pierpaoli – responsabile Contenuti e Social presso intarget – in occasione della quarta edizione del PA Social Day, evento nazionale dedicato alla comunicazione e all’informazione digitale via web, social, chat, intelligenza artificiale.
“E’ importante, prima di tutto, che la Pubblica Amministrazione dia il buon esempio ai cittadini, che guidi il cambiamento, aiutando gli utenti ad attuare comportamenti virtuosi. La PA deve assumere il ruolo di apripista e aggregare attorno a sé i consensi dei brand così da creare un collegamento tra aziende, utenti e pubblica amministrazione – afferma Raffaella Pierpaoli – Abbiamo attraversato un anno particolare in cui sono cambiati i bisogni delle persone e, un anno dopo, abbiamo osservato nascere e radicarsi nuove abitudini: dal comprare online al cucinare di più, comprare cibo più sano e occuparsi del proprio benessere fisico e digitale. Di fronte a una molteplicità di comportamenti individuali c’è un interesse che coinvolge la collettività: la sostenibilità sociale e ambientale. Le persone vogliono fare di più e chiedono ad aziende e istituzioni di essere guidati”.
Una riflessione iniziata a inizio pandemia dove Pierpaoli ha osservato come, durante il periodo pandemico, l’uomo sia tornato ai suoi bisogni primari: cibo e sicurezza prima di tutto, per poi soddisfare anche il bisogno di relazione. Come sosteneva Maslow, per poter elaborare bisogni complessi si ha bisogno di soddisfare i bisogni primari. Passata l’emergenza dei primi mesi, oggi si denota come i comportamenti sostenibili attuati durante la pandemia perdurino nel tempo e non siano stati abbandonati dalla maggior parte delle persone. L’attenzione e il rispetto verso il tema della sostenibilità si è diffuso notevolmente ed è ora un tema caro all’intera società.
“Secondo una ricerca svolta da Deloitte, uscita a marzo scorso, la sostenibilità rimane una considerazione chiave per i consumatori nel 2021, con il 32% dei consumatori fortemente impegnato nell’adozione di uno stile di vita più sostenibile. Risulta che il 28% dei consumatori ha smesso di acquistare determinati prodotti a causa di preoccupazioni etiche o ambientali. Negli ultimi 12 mesi il 49% dei consumatori ha consumato più prodotti stagionali e il 45% più prodotti locali. La generazione più attiva dal punto di vista della sostenibilità risulta essere la Generazione Z, dove il 45% di loro ha smesso di acquistare determinati marchi a causa di problemi etici o di sostenibilità – prosegue Raffaella Pierpaoli – La Pubblica Amministrazione può imparare dai brand e rispondere al mercato e, attraverso il suo ruolo, indirizzare verso una direzione chiara e precisa. Le persone hanno bisogno di sentire sintonia tra i prodotti che comprano e le istituzioni che guidano.”
E’ possibile rivedere l’intervento di Raffaella Pierpaoli al PA Social Day 2021 cliccando qui.