Un’occasione per fare un bilancio di quanto fatto fino ad oggi, in termini di applicazione del “Pnrr”, e per analizzare le principali sfide che gli Enti Locali dovranno affrontare nel 2022 per cogliere le opportunità del Piano e realizzare una Pubblica Amministrazione più efficiente e al servizio di cittadini e imprese. Questo l’obiettivo dell’evento – patrocinato dal Parlamento Europeo, da Regione Lazio, Regione Piemonte, Regione Toscana e Assemblea Regionale Siciliana – “Road to 2022 – Le sfide e le opportunità per gli Enti Locali”, l’evento conclusivo delle attività 2021 relative al Progetto “Next Generation Eu – EuroPA Comune” organizzato da Centro Studi Enti Locali e dall’Università di Pisa, e di cui PA Social è partner. All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, Marco Buti, Capo di Gabinetto del Commissario Paolo Gentiloni, Francesco Petronio, Presidente della Sezione Autonomie della Corte dei conti, Rinieri Ferone, Presidente dell’Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli Enti Locali del Ministero dell’Interno, Veronica Nicotra, Segretaria generale Anci e Piero Antonelli, Direttore generale Upi.
“È nobile – ha detto il Ministro per la P.A., Renato Brunetta, in un passaggio del messaggio rivolto ai partecipanti – l’obiettivo del progetto realizzato da Centro Studi Enti Locali e dall’Università degli Studi di Pisa: divulgare le opportunità del Pnrr per la Pubblica Amministrazione presso i Comuni e le società pubbliche. È utile indicare una ‘Road to 2022’ con le azioni più strategiche per raccogliere la sfida più importante dal dopoguerra: il Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’anno prossimo sarà cruciale per la messa a terra dei progetti del Pnrr e gli amministratori locali saranno in prima linea in questa sfida. […] Stiamo identificando il meccanismo per rafforzare la capacità assunzionale dei Comuni, in modo da permettere la piena operatività del turnover. E da gennaio partirà un grande piano formativo per rafforzare le conoscenze e le competenze di tutti i 3,2 milioni di dipendenti pubblici. Una gigantesca ‘ricarica delle batterie’, quella che serve alla P.A. e al Paese”.
Gli ha fatto eco la Viceministra alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova, nel proprio messaggio di saluti: “La sfida non è solo nella capacità di attuare bene e in tempo quanto compreso nel Piano nazionale ma soprattutto quella di lavorare bene e in modo orientato sull’integrazione delle risorse e degli strumenti. Il che significa che la qualità complessiva sarà anche nella messa alla prova delle riforme varate, così come nella promessa attesa di un vero e proprio cambio di passo: nell’allargamento della base produttiva e dell’occupazione di qualità; in una maggiore e più qualificata presenza delle donne e delle nuove generazioni nel mercato del lavoro; in una maggiore e più qualificata rete di servizi nelle città e sui territori; in una capillare rete infrastrutturale al servizio dello sviluppo territoriale e della comunità nazionale; in maggiori e più efficaci servizi di mobilità sostenibile e integrata a effettiva garanzia degli stessi diritti di cittadinanza in ogni area del Paese; nella capacità di tradurre la sostenibilità nel suoi pilastri: sociale, ambientale, economico. In questo processo il ruolo degli Enti Locali è, come è del tutto evidente, centrale, e altrettanto quello dell’intera pubblica amministrazione che mai come adesso si vede messa alla prova nel suo ruolo di motore e stimolo propulsivo nello sviluppo del Paese. Ecco, dunque, perché ritengo che iniziative come la Vostra meritino giusta attenzione e costituiscano il migliore viatico per la prova a cui siamo tutti chiamati”.
“Parto da tre numeri per inquadrare il tema: 190, 527 e 51 – ha detto durante il suo intervento Marco Buti, Capo di Gabinetto del Commissario Gentiloni, – Centonovanta sono le misure che fanno parte del Pnrr italiano, di cui due terzi relative a investimenti e un terzo relativo a riforme. Con un profilo temporale che inizia con le riforme e continua con gli investimenti: un fatto importante perché le riforme sono cruciali per la realizzazione degli investimenti. Cinquecentoventisette sono gli obiettivi intermedi e finali che devono essere raggiunti di qui al 2026. Cinquantuno sono gli obiettivi intermedi che devono essere realizzati entro fine anno, per permettere il pagamento della prima tranche. Dopo il 13% erogato ad agosto, che era un prefinanziamento, infatti, il primo vero finanziamento di 11,5 miliardi arriverà all’inizio dell’anno prossimo e sarà appunto basato sul conseguimento di questi obiettivi”.
Questi sono gli elementi “quantitativi” salienti di cui tenere conto, ha ribadito Buti. Mentre da un punto di vista qualitativo, “c’è la necessità di completare i percorsi legislativi con quello che avviene a valle, dove spesso la responsabilità dei progetti è degli enti decentrati”.
Poi, ha aggiunto Buti, se i fondi europei che abbiamo fin qui conosciuto sono basati sulla presentazione di fatture e su valutazioni fatte ex post anche dopo diversi anni, “il Pnrr passa a una logica di ouput e di outcome, che implica una capacità di progettazione e di realizzazione molto più evoluta dei programmi tradizionali”. Per questo occorre, ha concluso Buti “un rafforzamento della capacità amministrativa degli enti decentrati, soprattutto al Mezzogiorno, anche in considerazione che più di un terzo dei 191 miliardi del Pnrr saranno effettivamente gestiti e realizzati attraverso le autorità locali che hanno un ruolo determinante”.
“Questo è l’ultimo tavolo tecnico della rassegna organizzata nell’ambito del Progetto ‘Next Generation Eu – EuroPA Comune’ che conclude, spero, in bellezza questo primo anno di attività con una sintesi dei lavori che abbiamo fatto e, soprattutto, di tutto quello che gli attori del Pnrr italiano (quindi governo e amministrazioni) hanno contribuito a produrre. Una sintesi affrontata con un’ottica: quella di sapere che il prossimo anno, il 2022, sarà quello decisivo”. Così Nicola Tonveronachi, AD di Centro Studi Enti Locali Spa, è intervenuto al tavolo tecnico ‘Road to 2022 – Le sfide e le opportunità per gli Enti Locali’, svoltosi questa mattina in streaming.
“Tante cose sono state fatte e tante sono da fare”, ha detto Tonveronachi, lanciando un appello alla “semplificazione delle procedure”. Per le amministrazioni locali “occorre fare un passo in avanti, informarsi di più e selezionare bene i progetti, segnalando le criticità. Ora insomma bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ha concluso.
“Siamo in una fase veramente avanzata di lavoro e stiamo veramente lavorando tantissimo – ha ricordato Veronica Nicotra, Segretaria generale Anci – con i singoli ministeri, per far sì che il quadro di risorse, ormai chiaro, che interessa i comuni e le città, sia destinato con procedure e regole rapide ed efficaci nel prossimo semestre, entro il giugno 2022. Parliamo circa 40 miliardi suddivisi sulle 5 missioni di interesse (è esclusa la salute). Alcune misure sono in stato avanzato ci sono bandi che cadono nei prossimi mesi. Dal punto di vista del parco finanziario è tutto molto chiaro, ma mancano invece chiarimenti legislativi in particolare sul dl 80 perché il singolo comune deve poter sapere entro giugno 2022 quali sono i finanziamenti e deve poter aprire i cantieri entro dicembre 2023. E questo si fa solo con un gioco di squadra”, ha concluso.
Rinieri Ferone, Presidente dell’Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli Enti Locali del ministero dell’Interno, ha fornito dei dati sui flussi finanziari. “Con il Pnrr, gli Enti Locali – ha detto – saranno chiamati a gestire un importo compreso tra i 66 e i 71 miliardi di Euro, pari in termini percentuali a una cifra che va dal 34,7% al 36,9% dei fondi destinati all’Italia. Tutti i progetti dovranno concludersi entro il 31 marzo 2026”. Si tratta di cifre che mettono alla prova la capacità di spesa di Comuni, Città metropolitane e Province. Anche se, ha evidenziato Ferone, “mettendo a raffronto i dati dal 2017 al 2020 si nota una progressiva dinamica di miglioramento dell’andamento dei pagamenti. Si tratta però di numeri che si riferiscono a una gestione ordinaria e caratterizzati da una forte territorialità”.
“Il Pnrr -ha affermato Francesco Petronio, Presidente della Sezione Autonomie della Corte dei conti- è un programma veramente importante e molto strutturato che attraversa tutti i settori della P.A.: governo, ministeri, regioni, enti strumentali, le società partecipate, comuni. Specularmente dalla parte dei controlli, c’è un’attenzione diffusa perché la Corte dei conti è strutturata proprio in modo speculare alla P.A. I controlli partono dagli atti emanati dai ministeri e poi via via interessano le sezioni Affari comunitari, Gestione Stato, Autonomie. La Corte già aveva una struttura che andava a coprire tutti questi campi”.
Sonia Caffù, Dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ufficio II Igepa, ha richiamato l’attenzione su alcune parti del Pnrr di interesse degli Enti Locali: “La prima tematica è che il Pnrr è un contratto di performance. Quindi per la prima volta ci siamo ritrovati, sia noi ex ante sia i Comuni in itinere, a confrontarci con quelli che sono i milestone e i target. Cioè la Commissione ci pagherà non tanto sulla spesa, quanto piuttosto su obiettivi intermedi e finali che ci siamo impegnati a rispettare per singole linee di investimento”.
Piero Antonelli, Direttore generale Upi, ha ricordato che “il trend di crescita degli investimenti da parte delle province si è attestato attorno al 20% annuo”. “E’ un dato che il governo ha tenuto in considerazione – ha sottolineato – anche per quanto riguarda il Pnrr. Il sistema istituzionale è impegnato infatti nel Pnrr in modo strategico e il governo ha ritenuto che la messa a terra di risorse non potesse che passare attraverso il reticolo istituzionale, in primis dei comuni ma anche delle province”, ha concluso.
Andrea Mazzillo, economista, esperto di finanza locale presso la sezione Autonomie della Corte dei conti, ha sottolineato l’importanza di “sostenere una buona programmazione e soprattutto una buona spesa di risorse pubbliche perché sappiamo benissimo che c’è una tagliola che è quella temporale, che obbliga le amministrazioni a muoversi velocemente e a farlo, oltretutto, senza sbagliare. Per superare molte criticità un ruolo fondamentale possono averlo non solo le amministrazioni titolari dl intervento, ma anche le aziende partecipate”, ha concluso.
Il Tavolo tecnico è stato organizzato nell’ambito del Progetto informativo e divulgativo gratuito denominato “Next Generation Eu – EuroPA Comune”, organizzato dal Dipartimento Economia e Management dell’Università di Pisa e da Centro Studi Enti Locali, le cui adesioni hanno superato quota 3.000, tra Amministrazioni comunali e Società pubbliche.