Motori di ricerca e intelligenza artificiale stanno cambiando notevolmente il nostro approccio alla tecnologia di cui non possiamo più fare a meno. Chi non ha mai interrogato un motore di ricerca e, più recentemente, l’intelligenza artificiale circa un pensiero, dubbio o una semplice informazione?
Gli utenti utilizzano motori di ricerca e intelligenza artificiale come il nuovo oracolo, per soddisfare una varietà di esigenze. Vanno dalla ricerca di informazioni semplici alla risoluzione di problemi complessi, fino alla ricerca di consigli personalizzati e d’intrattenimento. Un po’ come fossero l’oracolo in grado di veicolare un responso, dato dalla divinità, a una domanda riguardante cose ignote del presente, passato o futuro.
Motori di ricerca vs Intelligenza artificiale
Sebbene si stia andando verso la definizione di motori di risposta più che di ricerca con l’avvento dell’intelligenza artificiale, esistono ancora sostanziali differenze tra i due strumenti utilizzati per ottenere risposte.
Le differenze sostanziali tra un motore di ricerca e l’intelligenza artificiale risiedono:
- nel tipo di risposta, uno restituisce all’utente una lista di link pertinenti che indirizzano a risorse esterne, l’altra fornisce risposte dirette, personalizzate e può eseguire azioni specifiche;
- nella modalità di interazione, il motore di ricerca richiede query testuali e restituisce risultati statici, l’intelligenza artificiale consente interazioni dinamiche e conversazionali, comprendendo e rispondendo a domande complesse;
- nella scalabilità e complessità, uno è scalabile per ricerche generiche e specifiche su una vasta gamma di argomenti, l’altra più versatile è capace di gestire compiti specifici e complessi, apprendere dalle interazioni e migliorare nel tempo;
- nel contesto e nella personalizzazione, il motore di ricerca si basa su parole chiave e algoritmi di ranking, l’intelligenza artificiale è capace di personalizzare le risposte basate sul contesto e sulla storia dell’utente.
L’impatto socio-culturale
La facilità d’uso dei motori di ricerca e delle IA ha reso queste tecnologie accessibili a una vasta gamma di utenti, indipendentemente dal livello di istruzione o dalla competenza tecnologica. Lo studio di Pew Research Center ha rilevato che circa il 77% degli americani utilizza un motore di ricerca almeno una volta al giorno. Secondo un’indagine di HubSpot, il 64% delle persone utilizza i motori di ricerca principalmente per trovare informazioni rapide.
Ma ciò che più preme qui analizzare è il tipo di domanda posta dagli utenti ai motori di ricerca e alle intelligenze artificiali con lo scopo di ottenere un consiglio o un’opinione, proprio come usavano fare gli antichi Greci nel recarsi al tempio di Apollo a Delfi per consultare l’oracolo. Un re poteva chiedere all’oracolo se andare in guerra o meno. Oggi un individuo può formulare una domanda all’intelligenza artificiale, ad esempio se accettare o meno un’offerta di lavoro e valutare in base alla risposta fornita rischi e opportunità della sua decisione.
L’oracolo di Delfi rappresentava una connessione diretta con il divino e la saggezza spirituale, mediata attraverso riti religiosi e interpretazioni umane. Le nuove tecnologie rispecchiano in gran parte le antiche pratiche di ricerca di conoscenza e saggezza. Il problema, se mai ce ne fosse uno, risiede sempre nella mediazione e nell’uso che si fa di qualsiasi strumento, più o meno tecnologico, a nostra disposizione.