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L’AI non fa paura agli italiani: per il 72% migliorerà scienza e medicina

Le regole di OpenAI e le comunità non anglofone

Indagine Ipsos e Google: per 7 italiani su 10 l’AI migliorerà scienza e medicina, ma non solo. Il 43% la usa già, il 71% nel lavoro

Non solo non fa paura, ma sarà quella che ci traghetterà verso un futuro migliore. Il 72% degli italiani vede con ottimismo il diffondersi dell’intelligenza artificiale generativa. L’AI avrà un impatto positivo su scienza e medicina, e quasi la metà (43%) già li usa, di cui il 71% sul lavoro. È quanto emerge da un’indagine condotta in 21 Paesi, tra cui l’Italia, da Google e Ipsos l’indagine La nostra vita con l’AI: dall’innovazione all’applicazione.

Il potenziale dell’AI

Cresce l’ottimismo nei confronti di uno strumento efficace e che ha un impatto sulla vita di tutti i giorni. Un terzo degli italiani intervistati (37%) ritiene che l’AI influirà positivamente sull’economia e il 61% che l’AI cambierà le professioni nei prossimi 5 anni e che si tratterà di un cambiamento positivo (61%, contro una media globale del 58%). Certo, restano alcuni timori riguardanti il mondo del lavoro: il 33% degli intervistati crede che l’intelligenza artificiale cambierà in peggio il mondo del lavoro. Meno di un lavoratore su cinque (14%, in linea con la media globale) ritiene di subire l’impatto dell’AI e pensa di dover cambiare ruolo o settore lavorativo.

Quel impatto avrà l’AI sulla società

Gli italiani vedono un valore dell’AI, uno strumento in grado di sviluppare nuove scoperte scientifiche e di accompagnare il progresso nel campo della salute e della medicina. Oltre sette persone su dieci prevedono che l’AI avrà un impatto positivo sulla scienza (72%) e sulla medicina/healthcare (72%), in testa ad una serie di ambiti che comprende l’istruzione (59%), la cybersecurity e l’agricoltura (entrambi 43%).

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