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Urbanpromo 2025, la rivoluzione delle Digital Twins: così l’AI cambia la pianificazione urbana

Il presidente Inu Michele Talia: “Città virtuali per sperimentare senza danni. L’AI rende la pianificazione più trasparente, inclusiva e umana”

Le città del futuro si progettano prima nel digitale e solo dopo nello spazio fisico. È il messaggio che arriva da Urbanpromo, la rassegna nazionale degli urbanisti organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu) con Urbit e sostenuta dalla Fondazione CR Firenze, in corso all’Innovation Center di Firenze.

Al centro del dibattito della giornata, nel talk “L’intelligenza artificiale, i big data e la pianificazione urbanistica e territoriale”, c’è stato il tema delle Digital Twins, le “gemelle digitali” dei centri urbani. Una tecnologia che, secondo il presidente dell’Inu Michele Talia, sta inaugurando “una rivoluzione culturale oltre che tecnologica”. “Con le Digital Twins potremo riprodurre in tempo reale il funzionamento urbano, sperimentando senza fare danni – ha spiegato Talia –. L’urbanistica di domani si confronterà con sistemi capaci di apprendere e simulare. Le nostre città diventeranno organismi adattivi, in grado di modificarsi in tempo reale in base ai bisogni delle persone”.

Secondo Talia, le città parallele generate dalle simulazioni digitali permetteranno di testare politiche pubbliche, valutare impatti ambientali, ottimizzare i servizi e prevedere effetti delle decisioni urbanistiche ancor prima che vengano realizzate. Il presidente dell’Inu ha delineato uno scenario in cui le città predittive diventano realtà concreta: “Quartieri che si illuminano solo quando sono abitati, trasporti che si riorganizzano in base ai flussi, spazi pubblici che reagiscono a eventi climatici o sociali non sono più fantascienza, ma progetti già in sperimentazione”. In questo quadro, l’intelligenza artificiale non sarebbe una minaccia ma “un alleato della creatività”, capace di generare alternative progettuali e simulare l’impatto di nuove infrastrutture.

Guardando al futuro prossimo, Talia immagina l’IA come “il motore invisibile delle smart cities”, in grado di gestire traffico, energia, sicurezza e flussi urbani. Ma soprattutto come strumento per un nuovo rapporto tra amministrazioni e cittadini. “L’IA potrà rendere la pianificazione più trasparente, inclusiva e partecipata – ha detto –. Le città intelligenti non sono quelle piene di sensori, ma quelle che sanno ascoltare chi le abita”. Un richiamo forte anche alla responsabilità: “La tecnologia non è neutrale. Serve una visione etica e umanistica dell’urbanistica. Il futuro delle città non può essere solo algoritmico: deve restare profondamente umano”.

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