Una tesi analizza limiti e opportunità dell’intelligenza artificiale nei servizi di ascolto, dalla sanità alla pubblica amministrazione
Nell’era della trasformazione digitale, anche l’ascolto diventa terreno di confronto tra uomo e Intelligenza Artificiale. La tesi “L’ascolto nell’era dell’Intelligenza Artificiale: uomo e macchina in competizione o complici?” – scritta da Luigia Iamele per il diploma in Etica e Intelligenza Artificiale indirizzo pubblica amministrazione – indaga proprio questo rapporto, esplorando il possibile impiego di assistenti virtuali nei servizi di relazione con il pubblico, con particolare attenzione al contesto sanitario.
Il lavoro prende avvio da una storia reale: quella di un padre che, partendo da una semplice segnalazione ospedaliera, arriva a condividere un vissuto personale segnato dalla malattia del figlio e da difficoltà familiari. Un caso che diventa chiave di lettura per interrogarsi su quanto l’ascolto umano, fatto di empatia, silenzi, presenza e corporeità, possa essere affiancato — ma non sostituito — da quello della macchina.
La riflessione attraversa temi come l’empatia simulata dall’IA, l’autenticità dell’ascolto, l’assenza di giudizio, il valore del contatto fisico e la differenza tra disponibilità immediata e tempo dell’attesa. Se la tecnologia garantisce efficienza, continuità e precisione comunicativa, l’essere umano resta centrale nelle relazioni complesse, dove reciprocità emotiva e coinvolgimento personale diventano parte integrante del processo di cura.
La conclusione non pone uomo e macchina in opposizione, ma li immagina complementari: l’IA come supporto organizzativo e comunicativo, l’uomo come presidio insostituibile dell’ascolto profondo. Una convivenza possibile, a patto che lo sviluppo tecnologico mantenga al centro dignità, bisogni e fragilità della persona.