I dati Eurostat 2025 rivelano un divario preoccupante: la media UE tra i 16-24 anni è del 64%, mentre la Grecia supera l’83%. Il nodo strutturale delle competenze digitali mette a rischio la competitività del Paese
I numeri arrivano da una fonte difficilmente contestabile: secondo l’ultima rilevazione Eurostat, appena il 47,2% dei giovani italiani tra i 16 e i 24 anni ha mai utilizzato uno strumento di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT o Gemini. Un dato che colloca l’Italia in penultima posizione nell’intera Unione Europea, preceduta in negativo solo dalla Polonia, ferma al 49,3%.
Il confronto con la media europea è impietoso: il 63,8% dei giovani UE nella stessa fascia d’età fa ricorso all’IA generativa, il che significa circa 16 punti percentuali di distanza dal giovane italiano medio. A guidare la classifica ci sono Grecia (83,5%), Estonia (82,8%) e Repubblica Ceca (78,5%), paesi che hanno saputo costruire ecosistemi digitali particolarmente ricettivi verso le nuove tecnologie.
Il dato più significativo riguarda però lo scarto generazionale: in tutta l’UE, i giovani tra 16 e 24 anni adottano l’IA a una frequenza quasi doppia rispetto alla popolazione in generale (63,8% contro 32,7% nella fascia 16-74 anni). Quanto agli ambiti d’uso, quasi quattro giovani europei su dieci dichiarano di usare l’IA per lo studio (39,3% contro il 9,4% degli adulti), mentre l’impiego professionale risulta quasi identico tra under 25 (15,8%) e adulti (15,1%), riflettendo il fatto che molti ragazzi non sono ancora entrati nel mercato del lavoro.
Il ritardo italiano non è un’anomalia isolata, ma il sintomo di un problema sistemico. Oltre il 66% degli insegnanti italiani non ha alcuna formazione specifica sull’intelligenza artificiale, e il sistema formativo immette nel mercato del lavoro un numero di profili digitali qualificati largamente insufficiente rispetto alla domanda delle imprese. I numeri di Eurostat, insomma, non fotografano solo una classifica: raccontano di un Paese in cui la generazione più giovane parte svantaggiata rispetto ai propri coetanei europei, in una corsa che non ammette ulteriori ritardi.