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Carbon Robotics: AI e piante, il Large Plant Model per i campi

Carbon Robotics AI piante

Carbon Robotics lancia un Large Plant Model: più AI per riconoscere piante e infestanti e adattare il diserbo laser in pochi minuti

Carbon Robotics porta nel settore agricolo un’idea tipica dei grandi modelli: un “cervello” di base che riconosce ciò che vede. Il 2 febbraio 2026 l’azienda, con sede a Seattle, ha annunciato il Large Plant Model (LPM)

È un modello progettato per rilevare e identificare piante direttamente in campo. Il punto di partenza è la scala dei dati: 150 milioni di piante etichettate. Il dataset include colture, infestanti, suoli e climi diversi. L’obiettivo dichiarato è accelerare l’operatività. In pratica, l’azienda sostiene che si possa iniziare il diserbo laser su un nuovo campo “in pochi minuti”.  

Il modello, però, non sarebbe “statico”. La flotta globale di LaserWeeder lavora ogni giorno e genera nuovi esempi. Questi dati vengono reinseriti nel sistema e lo fanno migliorare nel tempo. Carbon Robotics parla di un effetto “volano” che rafforza la precisione per tutte le macchine. 

Alla base c’è Carbon AI, il software che prende decisioni in tempo reale. Qui si decide se una pianta va preservata o eliminata. Carbon AI supporta anche la navigazione e l’adattamento alle variazioni del raccolto. Secondo l’azienda, oggi questa intelligenza alimenta sia i LaserWeeder sia Carbon ATK, un kit per portare funzioni di autonomia su trattori già esistenti.  

Carbon Robotics spinge sull’AI: riconoscere le piante in campo, più in fretta

La novità più concreta, sul piano operativo, si chiama Plant Profiles. È una funzione pensata per “personalizzare” il modello sulle condizioni specifiche di ogni azienda agricola. L’operatore seleziona due o tre immagini nell’app iPad e le aggiunge al profilo. Da lì, il sistema adatta subito il proprio comportamento. 

L’azienda contrappone questo approccio a soluzioni che richiedono settimane o mesi per creare nuovi modelli. Nel comunicato viene citato un responsabile di Bland Farms, che descrive l’uso dei profili come un cambio di passo in campo. Il punto, qui, è rendere l’AI uno strumento pratico, non un progetto da laboratorio.  

Il lancio viene accompagnato da dimostrazioni a inizio febbraio in due appuntamenti di settore: Fruit Logistica a Berlino e World Ag Expo a Tulare. Il contesto, per chi coltiva, è chiaro. Costi e manodopera pesano sempre di più. E cresce l’attenzione verso la dipendenza dagli erbicidi. Carbon Robotics propone l’AI come leva per precisione, velocità e coerenza delle lavorazioni. La promessa è una gestione più fine, “pianta per pianta”, senza rallentare l’operatività quotidiana.

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