Nel dibattito contemporaneo, le grandi sfide del nostro tempo, prima fra tutte quella della sostenibilità e del cambiamento climatico, si trasformano troppo spesso in un terreno di scontro frontale tra generazioni. Da un lato, i più giovani tendono a colpevolizzare gli adulti per la situazione odierna; dall’altro, i più anziani guardano con scetticismo a movimenti percepiti come tanto rumore e poca sostanza. Eppure, superare questi pregiudizi è l’unico modo per costruire una comunità capace di futuro, perché nessuna generazione, da sola, possiede tutte le risposte. È questo il fulcro dell’ultimo appuntamento del Triathlon Ambientale, il percorso formativo ideato da Stefano Martello e Chiara Bianchini per il tavolo Ambiente e Sostenibilità e trasmesso sui canali di Fondazione Italia Digitale. La live ha ospitato un caso studio d’eccellenza: Comm To Action, un gruppo di lavoro nato all’interno dell’Università di Bologna per connettere la teoria accademica della comunicazione con la progettualità reale. Al talk hanno preso parte Eleonora Brognara, Coordinatrice Generale di Comm To Action e Giulia Armuzzi, Junior Mentor. Dal loro racconto è emerso un modello operativo virtuoso in cui la “distanza” anagrafica smette di essere un limite e diventa un valore aggiunto.
Un’organizzazione orizzontale e basata sulla fiducia
Nato su iniziativa del professor Biagio Oppi, Comm To Action si struttura come una vera e propria redazione in cui studenti dei corsi di comunicazione d’impresa collaborano fianco a fianco con professionisti senior e junior mentor. “La cosa che mi ha sempre colpito è il dialogo paritario. Non ho mai percepito la volontà di insegnare qualcosa per forza, ma una propensione costante a costruire insieme”, ha spiegato Giulia Armuzzi, entrata nel progetto nel 2019 come studentessa e oggi passata al ruolo di mentor. A livello operativo, questa parità si traduce in dinamiche quotidiane molto fluide: un gruppo WhatsApp condiviso dove le gerarchie rimangono nell’ombra e riunioni periodiche in cui ogni proposta di articolo o campagna viene discussa collettivamente.
Il segreto del successo di questo laboratorio? La fiducia reciproca e l’accettazione dell’errore. Come evidenziato da Armuzzi, creare un ambiente “protetto” in cui è permesso sbagliare e sperimentare è fondamentale per consentire ai futuri professionisti di acquisire sicurezza prima di interfacciarsi con il mercato del lavoro.
Contenuto contro trend: la comunicazione responsabile
Un focus centrale della diretta ha riguardato la gestione dei flussi comunicativi e l’uso dei social network. Se le piattaforme digitali spesso esasperano i conflitti, costringendo a schierarsi tra bianco e nero, Comm To Action propone un approccio basato sull’ascolto e sulla centralità del contenuto. Eleonora Brognara ha tracciato una netta linea di demarcazione tra ciò che è un semplice “trend” passeggero (spesso virale ma vuoto di significato) e una comunicazione autenticamente responsabile. “Comm To Action non fa intrattenimento, fa comunicazione. Ci interroghiamo sempre sul significato profondo di ciò che trattiamo”, ha dichiarato la Coordinatrice Generale.
Ciò non significa ignorare le logiche dei social o i linguaggi della Gen Z o della Gen Alpha: gli strumenti e i “ganci” d’attualità possono e devono essere utilizzati per catturare l’attenzione nei primi cruciali secondi di un video, ma solo se finalizzati a traghettare l’utente verso un contenuto solido e di valore.
I progetti di successo: dall’emicrania alla sostenibilità
La bontà di questo metodo di lavoro, basato sull’ascolto del target e sulla complementarietà generazionale, è testimoniata dai progetti concreti realizzati sul campo. Brognara ha ricordato con orgoglio le campagne di comunicazione sociale realizzate per la tutela dei pazienti affetti da emicrania e, successivamente, da alopecia areata. Gli studenti, guidati dai mentor, hanno saputo ascoltare il vissuto reale delle persone malate, traducendolo in contenuti di altissima qualità che hanno generato interazioni profonde e un forte senso di comunità. Un altro esempio citato è stato l’Alfathon (un hackathon aziendale per Alfasigma), culminato in un importante progetto editoriale ricco di interviste e confronti intergenerazionali.
I consigli per il futuro: via i pregiudizi
In chiusura di trasmissione, le due ospiti hanno lasciato una vera e propria “ricetta” per
migliorare le relazioni tra giovani (Gen Z) e adulti (Boomer).
– Abbandonare i pregiudizi: Non bisogna giudicare una generazione per “sentito dire” o fermarsi alla copertina.
– Mettersi nei panni dell’altro: Accettare la scomodità di guardare il mondo con gli occhi di chi ha un’età e un percorso diversi dal nostro (come accaduto agli studenti di Comm To Action quando hanno curato la copertina dell’ultimo libro sulla comunicazione ambientale di Stefano Martello, confrontandosi con icone del passato come Steve McQueen).
– Mettersi in discussione: Non arroccarsi dietro le proprie certezze, anche se consolidate da anni di esperienza.
Rivedi la puntata:
Per maggiori informazioni sul progetto Comm To Action, visita il sito.
Dentro il Triathlon Ambientale:
Questo articolo prosegue la nuova rubrica di Digitale Popolare dedicata al Triathlon Ambientale, il percorso di formazione promosso dal Tavolo Ambiente e Sostenibilità di Fondazione Italia Digitale. Da questa stagione, a ogni appuntamento in diretta del venerdì (14–15) sui canali social della Fondazione seguirà un articolo di approfondimento giornalistico, con spunti, riflessioni e parole chiave emerse dal confronto con ospiti ed esperti. Un modo per sedimentare i contenuti, ampliare il dibattito e offrire strumenti utili a chi vuole integrare sostenibilità, innovazione e competitività nella propria organizzazione.
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Di Chiara Bianchini e Stefano Martello, coordinatori del Tavolo Ambiente e sostenibilità di Fondazione Italia Digitale e curatori del Triathlon Ambientale