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L’AI come motore per far crescere la competitività

Parte dall’Università Ca’ Foscari di Venezia la sperimentazione per far crescere la competitività del Sistema-Italia: nasce strAIght to business, l’innovativo format di co-progettazione e apprendimento che vuole rendere l’intelligenza artificiale accessibile a tutte le aziende e ai giovani talenti

Utilizzare l’intelligenza artificiale per aiutare i cittadini nella gestione delle pratiche comunali, per personalizzare l’esperienza di acquisto online dei clienti o supportare le aziende nella creazione di contenuti per i blog aziendali. E ancora l’IA per migliorare gli standard delle visite mediche a domicilio, per gestire automaticamente la mole di documentazione necessaria per partecipare alle gare d’appalto o interpretare le mappe catastali e valutare l’acquisto di nuovi terreni.

Così trenta studenti universitari di marketing e e-business hanno risposto, attraverso gli strumenti offerti dall’intelligenza artificiale generativa, alle sfide lanciate da dieci medie e grandi aziende, esempio di quel saper fare tutto italiano. Guidati da esperti, hanno ideato applicativi di IA per agevolare il lavoro dei dipendenti, migliorare il rapporto con l’utente, ottimizzare i processi produttivi e rendere le imprese più competitive sul mercato.

Il nuovo format per accelerare l’adozione dell’IA

Dopo un percorso fatto di workshop e confronti, venerdì 17 e sabato 18 maggio, strAIght to business ha riunito studenti e manager nella Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia per sperimentare un modello innovativo di co-progettazione e apprendimento, che valorizza il confronto tra generazioni, competenze e talenti differenti, attraverso modelli inediti di collaborazione che rendono ogni attore motore del cambiamento. Per ideare soluzioni originali, rendere l’intelligenza artificiale accessibile a tutte le aziende e formare al contempo i giovani che si affacciano al mondo del lavoro.

Il format è stato ideato e promosso da Upskill 4.0, spin-off universitario presieduto dall’economista Stefano Micelli, e da Ennova Research, azienda innovativa guidata da Raffaele Andreace, con il sostegno di Google Cloud, uno dei leader mondiali nella fornitura di IA tradizionale e generativa, e UniCredit.

L’intelligenza artificiale ha innescato una rivoluzione – ha detto Stefano Micelli, professore ordinario di e-business all’Università Ca’ Foscari Venezia e executive chairman Upskill 4.0 – Upskill 4.0 intende accelerare il cambiamento scommettendo sulla motivazione e il talento degli studenti grazie a metodologie innovative e competenze specifiche. StrAIght to business vuole essere una palestra di sperimentazione dove studenti, esperti e imprese inventano insieme il futuro.”

Siamo orgogliosi di avere organizzato StrAIght to Business con Upskill 4.0 – ha affermato Raffaele Andreace, Ceo di Ennova Research – La sperimentazione ha consentito alle aziende e ai nostri specialisti e consulenti di toccare con mano i vantaggi che l’AI, e in particolare quella generativa, può offrire alle organizzazioni, sia in termini di miglioramento e innovazione dei processi interni, sia in in termini di creazione di nuovi prodotti e servizi per i clienti. Siamo stati impressionati dal contributo e dall’energia che gli studenti hanno messo nella sfida. Anche grazie agli approfondimenti, agli spunti di riflessione e alle storie di successo presentate durante la conferenza, numerose aziende si sono dichiarate ormai pronte a intraprendere progettualità concrete in ambito genAI. È tempo di agire.

I casi di uso e le soluzioni ideate

Gli studenti si sono concentrati su cinque casi di uso concreti di adozione dell’intelligenza artificiale generativa nelle aziende: “knowledge distillation” ovvero come trasformare la gestione e l’utilizzo delle informazioni, “insight & validate” ovvero come innovare i processi di interpretazione e certificazione di contenuti informativi non strutturati, “vision to insight” per aumentare attraverso l’analisi automatica delle immagini l’efficacia del controllo qualità dei processi produttivi, “unlock genAI’s data potential” per massimizzare l’utilizzo di dati strutturati e “content for everyone” ovvero come generare contenuti originali e personalizzati partendo da manuali tecnici di grandi dimensioni.

Così per il Comune di Padova hanno ideato un agente conversazionale che consente ai cittadini di accedere in autonomia alle informazioni necessarie per la gestione delle pratiche comunali. Per Permasteelisa Group una soluzione di IA che permette la gestione automatica della documentazione necessaria per partecipare alle gare di appalto. Per Manni Group un supporto tecnologico per la verifica delle conferme d’ordine che arrivano da tutti i fornitori del gruppo. Per Vega Carburanti S.p.A. un applicativo di IA che interpreta le mappe catastali e permette di valutare l’acquisto di nuovi terreni. Per la fine wine community Crurated un plugin che personalizza l’esperienza di acquisto online dei clienti. Per Medicasa Italia un sistema che permette di migliorare gli standard delle visite mediche a domicilio. Per Caleffi Hydronic Solutions un supporto nella traduzione di testi tecnici in contenuti divulgativi per il blog aziendale. Per il gruppo TAKA-WPR un nuovo servizio di controllo qualità da integrare nei macchinari di rivestimento di profili di legno. Per C.F.I. un sistema di interpretazione dei disegni tecnici e meccanici per la generazione automatica dei piani di controllo per le commesse di produzione. E per Bluewind uno strumento al servizio degli ingegneri che progettano sistemi software avanzati per applicazioni con stringenti requisiti di sicurezza funzionale.

L’IA in Italia

I dati Eurostat mostrano come le imprese italiane siano in ritardo nell’adozione di strumenti di intelligenza artificiale. Nel 2023 in Italia solo il 4,4% delle aziende con 10-49 dipendenti ha implementato almeno uno strumento di intelligenza artificiale (il 6,4% in UE). La percentuale si attesta al 7,3% per le aziende da 50 a 250 dipendenti (13% in UE) e al 24,1% per quelle con oltre 250 dipendenti (30,4% in UE). Eppure lo studio “AI 4 Italy”, elaborato da The European House – Ambrosetti, rivela come la produttività del Sistema-Italia potrebbe aumentare fino al 18% grazie all’adozione dell’intelligenza artificiale generativa. L’Italia ha bisogno dell’IA generativa per sbloccare la produttività e contrastare gli effetti avversi di una popolazione che invecchia. Secondo la ricerca, per coglierne i benefici è necessario accelerare la digitalizzazione di più di 113mila PMI del Paese e investire parallelamente nella formazione e nello sviluppo delle competenze. Infatti, all’Italia mancherebbero 3,7 milioni di occupati con competenze digitali di base e 137mila iscritti in più a corsi di laurea ICT per abilitare l’implementazione di soluzioni di IA generativa nel tessuto economico italiano.

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