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Alcol e giovani: D-Arianna, un’app contro il binge drinking

Che relazione c’è tra alcol, droga e fumo? Incide nell’alcolismo l’età in cui si è iniziato a bere e fare uso di  sostanze psicotrope? Quali sono le convinzioni riguardo agli effetti, anche sociali, prodotti dal bere alcolici? Sono alcune delle domande rivolte da dodici intervistatori ai giovani della movida milanese per perfezionare D-Arianna, l’applicazione per smartphone realizzata dal Dipartimento di medicina e chirurgia dell’università di Milano-Bicocca per cercare di mettere un freno al binge drinking, ovvero l’assunzione di elevate quantità di alcol in brevi periodi di tempo.

La ricerca ha riguardato 507 giovani tra i 18 e i 24 anni, 264 donne e 243 uomini, reclutati vicino a pub, discoteche e aree concertistiche dell’area metropolitana di Milano. Sulla base delle risposte, attraverso un’equazione di stima del rischio si è ottenuto un unico punteggio complessivo e sono stati individuati tre livelli di rischio: basso, moderato e alto.

Dopo due settimane il test è stato ripetuto ed eseguendo lo stesso calcolo è emerso che il fenomeno del binge drinking tra i partecipanti si è più che dimezzato, passando dal 37 al 18 per cento.

“La combinazione tra il rigore metodologico della ricerca sulla prevenzione dei fattori di rischio con la tecnologia – dicono i ricercatori dell’università Milano-Bicocca Giuseppe Carrà e Massimo Clerici – si è dimostrata efficace e interessante per la popolazione giovanile, che ha molta dimestichezza con gli smartphone”.

L’applicazione è stata sviluppata per Ios e Android, sia in inglese che in italiano.

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