Il cybercrime punta ai conti correnti e le banche rafforzano le difese. Dal rapporto annuale dell’Associazione bancaria italiana (Abi), elaborato in collaborazione con la School of management del Politecnico di Milano, emerge che – dato il crescente utilizzo del mobile banking – sono state introdotti strumenti informatici in grado di proteggere il denaro dei correntisti che usano smartphone e tablet per le loro operazioni.
I dati diffusi da Abi ci dicono che gli istituti hanno messo in campo strumenti in grado di monitorare eventuali anomalie rispetto a transazioni condotte via app o altre piattaforme mobile (61%), di effettuare analisi di accesso al sito (54,5%) e alla app (43%) o di rilevare malware nei dispositivi mobili dell’utente (25,1%). Alcune banche sono in grado di monitorare in Rete anche la presenza di app clone realizzate da cybercriminali, con l’intento di sottrarre informazioni sensibili o denaro dai conti delle vittime.
L’indagine, in generale, mostra una crescita continua a doppia cifra del mobile banking in Italia, modalità ormai utilizzata nel 2015 da 5,5 milioni di utenti con un incremento del 15% sull’anno precedente.
Condotta su un campione di istituti rappresentativo di circa il 50% del mondo bancario, lo studio mostra come il 64% degli utenti attivi su canali mobile utilizza il servizio da smartphone (2,9 milioni), il 27,5% dal sito mobile (1,2 milioni), mentre il restante 8,5% dal tablet (460 mila). Il 29% degli utilizzatori di home banking tramite pc utilizza anche lo smartphone per accedere ai servizi bancari, con una crescita del 22% rispetto al 2014.
Secondo lo studio Abi, tutte le banche offrono applicazioni per i due sistemi operativi più diffusi sul mercato iOS e Android, mentre il 64% è già posizionata anche su Windows.
Accanto all’applicazione classica che si può facilmente scaricare sullo smartphone e sul tablet, il 68% delle banche offre un’app ad hoc per la compravendita di strumenti finanziari e il 45% un’app che consente di effettuare o accettare pagamenti elettronici con carte di credito o debito collegando il dispositivo mobile al pos. Mentre il 41% ne ha una dedicata a servizi di pagamenti diretti tra persone, peertopeer, e una per la gestione della finanza personale.