Nuove commissioni e livelli di accesso per gli sviluppatori: la risposta al Digital Markets Act e alla multa Ue da 500 milioni di euro
Nel tentativo di conformarsi al Digital Markets Act (DMA), Apple ha annunciato un importante aggiornamento alle regole dell’App Store rivolto agli sviluppatori operanti all’interno dell’Unione Europea. La decisione arriva dopo che la Commissione Europea, il mese scorso, ha stabilito che il colosso di Cupertino non era pienamente in regola con la normativa europea sui mercati digitali, concedendo 30 giorni per adeguarsi.
Nel marzo scorso, l’UE aveva già multato Apple per 500 milioni di euro a causa delle pratiche di “anti-steering”, che rendevano difficile per gli sviluppatori reindirizzare gli utenti verso opzioni di acquisto esterne all’App Store. Apple potrà presentare ricorso contro la sanzione entro il 7 luglio 2025.
Tra le principali novità introdotte, spiccano due nuovi livelli di commissione per le app:
- Tier 1: prevede una commissione ridotta al 5% per gli acquisti in-app. Offre funzionalità base come distribuzione, sicurezza e supporto.
- Tier 2: applica una commissione del 13% (che può scendere al 10% per gli sviluppatori dello Small Business Program o per abbonamenti di lunga durata) e garantisce accesso completo all’ecosistema Apple.
Tutte le app verranno inizialmente collocate nel Tier 2, ma sarà possibile per gli sviluppatori richiedere il passaggio al Tier 1.
Un’altra modifica rilevante è l’introduzione della Core Technology Commission, una nuova tariffa del 5% applicata quando un utente installa un’app dall’App Store e completa l’acquisto tramite un link esterno. Questa commissione, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, sostituirà l’attuale Core Technology Fee, delineando un modello di business esclusivo per il mercato europeo.
Con queste modifiche, Apple intende riallinearsi alle regole europee, ma resta da vedere se l’UE riterrà le misure sufficienti a garantire una reale concorrenza.