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Aumentano i professionisti che investono in ICT

Crescono gli investimenti in digitalizzazione da parte degli studi professionali. Lo rivela una ricerca dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, secondo la quale nel 2015 avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro hanno investito in media 9.000 euro in ICT, quasi il 50% in più rispetto ai 6.000 preventivati. Tra i settori di investimento sia quelli legati all’organizzazione interna che alla comunicazione esterna e ai servizi per i clienti.

Si evidenzia inoltre una chiara relazione tra l’andamento positivo di fatturato/redditività e l’adozione di nuove tecnologie: i professionisti con crescita in doppia cifra sono quelli che utilizzano maggiormente gli strumenti digitali. Le tecnologie più presenti sono quelle che abilitano l’esercizio professionale come la firma digitale, le banche dati, la gestione dei flussi telematici, anche gli investimenti futuri riguarderanno soprattutto software per la gestione elettronica documentale e la conservazione digitale a norma dei documenti dello studio, i portali per la condivisione documentale e di attività con i clienti, i software per il controllo di gestione ai workflow e le applicazioni di business intelligence. Interessante notare che da un panel di 134 studi che hanno risposto alla survey dell’Osservatorio sia tre anni fa che nel 2015, risulta che solamente l’1% di coloro che avevano dichiarato che non avrebbero investito in ICT nei due anni successivi, ha mantenuto fede all’intenzione. Secondo un’analisi che riguarda un panel di 258 studi ascoltati nel 2014 e nel 2015, l’ausilio delle tecnologie digitali ha prodotto da un anno ad un altro un’ottimizzazione dell’organizzazione e di conseguenza la crescita del tempo (circa 20 giorni) da dedicare alle attività di business (70% vs 60%). I professionisti trovano quindi un alleato prezioso nella tecnologia e l’8% la offre anche attraverso un portale accessibile alla clientela, per ottenere maggiore visibilità, intercettare nuova target, fidelizzare i vecchi utenti e incrementare il fatturato.

In questo settore lavorativo in fase di evoluzione cresce la domanda di formazione per gestire meglio la comunicazione e le relazioni con l’esterno. Lo rivela l’indagine sulla formazione dei professionisti, che si indirizza principalmente sulle materie giuridiche e sui temi economici e aziendali, ma per il 2016 anche verso le soft skills, come team building o public speaking (+10%), comunicazione  (+9%) e utilizzo dei social network (+6%). Le competenze che tutte le professioni ritengono utili da sviluppare sono le abilità nell’uso dell’ICT (33%) e la comunicazione per promuovere meglio lo studio. “E’ evidente il desiderio da parte degli studi professionali di interagire meglio con il mercato e di aumentare alcune abilità nell’ambito della comunicazione – commenta Claudio Rorato Direttore dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale – si sta creando la consapevolezza che nuove abilità devono entrare nella ‘cassetta degli attrezzi’ del professionista, che non può trascurare le tendenze emergenti dal mercato”.

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