I Cooperative intelligent transport systems (C-ITS) si fanno strada tra diritti dei cittadini e norme. Il 4 ottobre 2017 hanno superato l’esame (con qualche riserva) dei Garanti Ue per la privacy degli automobilisti che, con il parere n.3, ne hanno delineato limiti di utilizzo e di progettazione a tutela dei dati personali degli utenti.
I C-ITS sono un progetto della Commissione europea e nascono con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, il comfort di guida, diminuire il traffico e ridurre le emissioni inquinanti aiutando l’automobilista a prendere le decisioni più opportune a seconda delle situazioni (ingorghi, incidenti stradali, condizioni meteorologiche, lavori in corso). Si tratta, di fatto, di applicazioni tecnologiche che, dal 2019, entreranno in dotazione delle autovetture europee. Tutti i mezzi su strada potranno “comunicare” tra loro e con altre infrastrutture di trasporto (segnaletica stradale, stazioni di trasmissione e ricezione) scambiandosi informazioni utili alla circolazione.
Un progetto che guarda al futuro, verso una mobilità cooperativa, connessa e automatizzata. Ciononostante, i Garanti europei sottolineano come la diffusione su vasta scala di questa tecnologia, che comporterà la raccolta e l’elaborazione di una notevole quantità di dati (stile di guida, velocità, direzione, geolocalizzazione), ponga nuove sfide ai diritti fondamentali e alla riservatezza. “Gli automobilisti – affermano – non possono essere sottoposti ad una sorveglianza continua e devono avere la possibilità di selezionare le opzioni che preferiscono (tempi, frequenza, posizione), compresa quella di disattivare completamente il sistema”.
È da considerare che con la trasmissione peer to peer i messaggi possono essere ricevuti da un numero illimitato di soggetti. Una fonte emittente e molti riceventi “sconosciuti” (altri veicoli, produttori di automobili, gestori di strade, soggetti pubblici o privati) che possono utilizzare i nostri dati secondo i loro interessi. Ciò, secondo i Garanti, provoca un’asimmetria informativa che deve essere riequilibrata innalzando il livello di controllo sui dati personali.