0%

Blockchain per arginare fake e junk news: allo studio il PIC, bollino di garanzia sulle notizie

Marco Piccaluga è il primo giornalista italiano a firmare un suo articolo con una firma certificata dalla tecnologia “blockchain”. Il pezzo è uscito sulla rivista di matematica “Prisma”, diretta da Vincenzo Mulè.
Mettere un bollino di garanzia sulle nostre notizie è fondamentale per farci riconoscere dai lettori – ha dichiarato Piccaluga, giornalista al Sole 24 Ore e consigliere dell’Ordine dei giornalisti – Il lettore ha diritto di sapere con assoluta certezza chi è l’autore della notizia che sta leggendo, data e luogo e se possibile per chi è stata scritta. Oggi spesso non è possibile. Le fake news invadono la rete senza un argine“.

L’articolo di Piccaluga su “Prisma” reca in calce, oltre al nome dell’autore, ora e data di caricamento, l’hash code che identifica in maniera univoca la registrazione e perfino l’IP usato.

Se il progetto fosse approvato, grazie al “Pic” (Protocollo Informazione Certificata) il cronista, un domani, potrà collocare il bollino con codice QR accanto alla firma per certificare di essere un professionista della comunicazione, il tutto grazie all’utilizzo della tecnologia d’avanguardia blockchain, che garantisce veridicità e inviolabilità dei dati. Quando il lettore inquadrerà il codice QR con lo smartphone riceverà una serie di informazioni che gli consentiranno di verificare che l’autore dell’articolo è effettivamente iscritto all’Ordine dei giornalisti, da quanto tempo, con quale numero di tessera.

A quanti gli chiedono perché dovrebbe essere così importante certificare in blockchain l’informazione, Piccaluga replica: “I nostri contenuti finiscono per confondersi: chi legge non può distinguere tra le notizie di un professionista identificabile, un anonimo o un’intelligenza artificiale senza alcuna garanzia. È un lavoro che garantirà un’informazione certa, non più manipolabile, oggetto di furto o di “copia e incolla”. Oggi siamo in grado di mettere fuorigioco le fake news con un solo click. Non ci sarà più bisogno del debunking: smascherare le bufale degli altri è un’attività spesso inutile e molto dispendiosa“.

Il progetto, ora nella fase demo, è allo studio di una commissione interna istituita dall’Ordine nazionale dei giornalisti. 

Ultimi articoli

Toscana digitale, crescita a due velocità: occupati +74% ma carenza di competenze al 68%

Piano Scuola Digitale: la strategia della Regione Friuli Venezia Giulia per la scuola del futuro

1Nessuno100Giga: La Sicilia si connette alla sicurezza digitale

Calendario eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Skip to content