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Bluesky apre le iscrizioni a tutti: Si apre l’era dei social decentralizzati

Bluesky apre le iscrizioni a tutti: Si apre l’era dei social centralizzati

BlueSky, l’innovativa app di microblogging decentralizzato in beta da quasi un anno, ha recentemente eliminato il sistema di lista d’attesa per l’iscrizione ed è ora accessibile a tutti. Questa mossa farà sicuramente crescere rapidamente gli utenti di Bluesky, attualmente circa 3 milioni. Sarà ora interessante vedere se Bluesky, con la sua promessa di una migliore moderazione dei contenuti, saprà farsi spazio e attirare nuovi utenti stanchi delle criticità presenti su altre piattaforme.

Dall’avvento del Web 2.0, nel 2003, abbiamo assistito ad una rapida ascesa di piattaforme social che oggi dominano le conversazioni digitali a livello globale. Tuttavia, negli ultimi anni è emersa una crescente preoccupazione riguardo al potere monopolistico di questi colossi tech ed alla loro capacità di influenzare eccessivamente la sfera pubblica. In risposta a queste criticità, negli ultimi anni, sono nati numerosi progetti di social network open source e decentralizzati (DeSo) come Mastodon, Steemit ed altri. BlueSky, se non altro per il blasone, sta riscuotendo notevole interesse. 

Lanciato nel 2019 dal fondatore ed ex CEO di Twitter Jack Dorsey, come progetto “fork” della sua azienda. Nel 2021 BlueSky diventa un progetto indipendente e, dopo una lunga fase di sviluppo, grazie all’apertura dell’iscrizione pubblica, sta suscitando grande interesse tra gli addetti ai lavori. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un’alternativa ai social esistenti, basata su principi di trasparenza, privacy e controllo distribuito.

La piattaforma presenta un’interfaccia molto simile a Twitter (ora X), immediatamente familiare per chi ha dimestichezza con i social media. Si possono creare profili personali, seguire altri utenti, pubblicare brevi messaggi (fino a 300 caratteri) e interagire tramite risposte, menzioni e hashtag. L’esperienza di utilizzo risulta quindi estremamente intuitiva anche per i meno esperti. 

Tuttavia, la vera rivoluzione avviene “sotto il cofano”. Mentre la maggior parte dei social odierni si basa su server e database centralizzati, controllati dalle singole aziende, BlueSky adotta un approccio peer-to-peer: i dati degli utenti sono archiviati e distribuiti su una rete decentralizzata di nodi basati su un protocollo proprietario (AT Protocol). Questo impedisce a qualsiasi entità centrale di controllare le conversazioni o cancellare arbitrariamente contenuti e account, restituendo il potere agli utenti stessi. In realtà, BlueSky offre una doppia possibilità, in fase di iscrizione è possibile scegliere se il proprio profilo sia ospitato sui server di BlueSky ovvero su un server proprietario o di terze parti.

I vantaggi di un modello decentralizzato sono molteplici. Innanzitutto garantisce una maggiore privacy e sicurezza dei dati personali, non concentrandoli “in un solo posto”. Inoltre limita la polarizzazione delle discussioni, spezzando la logica delle echo chamber create dagli algoritmi dei social tradizionali. Infine, la governance distribuita tra gli utenti rende la piattaforma più trasparente e responsabile. Questo almeno sulla carta.

Nonostante l’accesso pubblico, BlueSky sconta al momento una base d’utenza ancora ridotta, soprattutto in Italia, anche perchè l’accesso sino qualche giorno fa l’accesso passava per il transito in una “waitlist” che poteva durare anche qualche mese. Per affermarsi come alternativa credibile a giganti da miliardi di utenti ci vorrà quindi un po’ di tempo. Tuttavia, casi analoghi nella storia di Internet dimostrano che le cose possono cambiare rapidamente: basti pensare alla fulminea ascesa di Facebook che in pochi anni scalzò Myspace dal trono dei social network globali.

L’Italia potrebbe giocare un ruolo cruciale nell’adozione di BlueSky, fornendo una delle prime comunità a supporto della piattaforma. L’impatto dei social tradizionali sulle nuove generazioni del nostro Paese è stato enorme e controverso. In molti auspicano un ritorno ad un dibattito pubblico online più moderato e costruttivo. Un social libero, trasparente e decentralizzato sarebbe visto positivamente da una grossa fetta di italiani. 

La strada è lunga ma la direzione sembra tracciata: dopo anni di egemonia incontrastata dei giganti tech, la decentralizzazione potrebbe finalmente restituire il controllo delle conversazioni digitali nelle mani della gente. Se saprà cogliere questa sfida, BlueSky ha davvero l’opportunità di segnare una svolta epocale, una rivoluzione copernicana nel mondo dei social network. 

Solo il tempo dirà se questa piccola startup riuscirà nell’impresa di detronizzare i colossi dei social. Al momento costituisce un esperimento certamente affascinante che potrebbe rendere internet un posto più libero, giusto e meno polarizzato.

di Carmelo Cutuli, Comunicatore Pubblico. Autore del libro “Intelligenza Artificiale & Pubblica Amministrazione”, ISSRF, 2024

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