Il forte aumento della disinformazione in tutto il mondo, particolarmente significativo durante l’emergenza Coronavirus, pone sfide fondamentali ai governi. Dalla salute dei media e degli ecosistemi informativi dei Paesi alla fiducia pubblica e all’integrità dei processi democratici, le conseguenze della disinformazione sono infatti molteplici e serie.
Nonostante la rapida evoluzione della ricerca e analisi delle varie dimensioni sociali, tecnologiche e politiche di questo problema, la disinformazione è ancora un fenomeno relativamente poco compreso. Per contribuire a colmare questa lacuna e sviluppare risposte migliori alla disinformazione, l’Unità di governo aperta dell’OCSE sta collaborando con il GovLab presso la Tandon School of Engineering della NYU su The 100 Questions Initiative. Obiettivo del progetto è mappare le 100 domande più urgenti e di grande impatto al mondo alle quali si potrebbe rispondere se i set di dati pertinenti fossero sfruttati in modo responsabile, e si concentra su dieci sfide prioritarie, tra cui la disinformazione. Durante la prima fase di questa iniziativa, l’OCSE e il GovLab hanno riunito una coorte di oltre 100 “bilingui“, vale a dire esperti e professionisti nel campo della disinformazione che hanno anche abilità di data science, per definire in modo collaborativo dieci domande chiave a cui rispondere con dati e approcci nuovi o già esistenti.
Il 16 luglio 2020, la seconda fase del progetto è stata avviata con un briefing online e una discussione tra gli oltre 100 esperti che apre la strada all’approvvigionamento delle domande prioritarie per questo settore. Fino a settembre, i bilingui formuleranno e presenteranno le loro domande, prima di un processo di classificazione e perfezionamento che produrrà una serie di domande finali per il voto pubblico. Le fasi successive dell’iniziativa implicheranno l’abbinamento dei dati alle domande selezionate e la collaborazione per l’individuazione delle risposte.
L’Unità di governo aperto dell’OCSE sta sviluppando nuove analisi politiche nel campo della comunicazione pubblica e degli ecosistemi dei media, raccogliendo prove sul modo in cui i governi stanno rispondendo alla disinformazione e usando la comunicazione per aumentare la fiducia e la partecipazione dei cittadini. In questo contesto, per combattere la disinformazione si sta concentrando su approcci olistici che includono azioni per migliorare la comunicazione, l’alfabetizzazione mediatica e il supporto ai media.