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Comunicazione pubblica: la ministra Madia propone la costituzione di un gruppo di lavoro per proseguire il processo di riforme avviato nella PA

Durante il convegno Il cittadino al centro. Nuovo Giornalismo pubblico e social al servizio della Trasparenza totale, organizzato nell’ambito della Settimana dell’Amministrazione Aperta 2018, la ministra della Funzione Pubblica è intervenuta sui temi della comunicazione pubblica e sull’istituzione delle figure professionali previste dal nuovo CCNL del pubblico impiego. Ecco una breve sintesi di tutti gli interventi.

MaterialiLa comunicazione istituzionale e le nuove figure professionali sono state i temi principali di questo convegno, organizzato a Palazzo Vidoni da Formez PA e Ocse, con la collaborazione dell’associazione PA Social. La ministra Marianna Madia, durante il suo intervento, ha infatti ribadito che i concetti cardine della trasparenza e della partecipazione sono indispensabili per realizzare riforme positive nell’abito della comunicazione pubblica. La trasparenza deve essere intesa in maniera del tutto nuova, attuata mediante azioni concrete e processi virtuosi per migliorare la comunicazione e di conseguenza assicurare più diritti ai cittadini. Secondo la ministra occorre innanzitutto non disperdere il lavoro fatto fino a ora e si è impegnata in prima persona a istituire un gruppo di lavoro formato da persone competenti che accompagni il cambiamento, avviato con l’atto di indirizzo all’Aran e ribadito in seguito con la firma del contratto di rinnovo per l’impiego pubblico. Sergio Talamo, Direttore comunicazione editoria di Formez PA, nel suo discorso di apertura pone l’accento sulle importanti novità introdotte dall’art. 95 del CCNL personale del comparto funzioni centrali, che prevede l’istituzione di nuovi profili per le attività di comunicazione e informazione, una rivoluzionaria conquista dopo anni di totale immobilismo. DVVwToVW4AA6H8QIn questa occasione Talamo ha presentato la seconda edizione dell’ebook Social Media e PA, dalla formazione ai consigli per l’uso, una raccolta di strumenti operativi ed esperienze di alcune amministrazioni pubbliche, la cui versione precedente è stata scaricata già migliaia di volte. Questa nuova edizione si presenta in formato “tascabile” e si scarica direttamente sul proprio smartphone permettendo così una rapida consultazione.

Gli interventi dei relatori: la comunicazione pubblica al centro

Nella sala gremita e attenta, mentre l’evento è stato seguito da circa 16.000 utenti sulla diretta Facebook e Twitter, si sono susseguiti vari interventi, iniziando da quello di Pia Marconi, capo dipartimento della Funzione Pubblica, che ha sottolineato la crescita della “nuova” comunicazione pubblica, sottoposta alla trasformazione digitale e resa ancor più efficace dagli strumenti social presenti sul web.

Alessandro Bellantoni, responsabile dell’Unità di Governo Aperto dell’Ocse, ha parlato della comunicazione istituzionale come elemento chiave delle strategie di governo aperto, mostrando anche i dati che fotografano il calo di fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni, evidenziando che la risposta a questo clima sono proprio le politiche di governo aperto, che concretizzano il concetto della trasparenza accorciando le distanze tra la pubblica amministrazione e la società.

La parola passa a Raffaele Lorusso, segretario generale FNSI, il quale rilancia una riflessione sul mondo del giornalismo auspicando una riforma dell’accesso alla professione, superando sia la Legge 150/2000 sia la Legge 63/1963, anche per la effettiva istituzione della figura del giornalista pubblico.

Secondo Ernesto Belisario, avvocato – DPF, le azioni di Open Government vanno al di là dell’obbligo normativo, ed è necessario adottare delle iniziative che devono essere interattive per coinvolgere i cittadini. L’avvocato ha ricordato che gli eventi #saa18 si tengono in tutta Italia, sono circa 300 e in crescita rispetto all’edizione precedente, evidenziando che questa idea è frutto soprattutto della società civile, incentrata sulla condivisione.

Nel suo intervento, Francesco Di Costanzo, presidente PA Social, approfondisce il tema della comunicazione social in Italia, ricordando che la rete dell’associazione è composta di “straordinari professionisti” e che molti passi sono stati compiuti nella percezione comune sull’importanza degli strumenti social da parte delle amministrazioni pubbliche, e anche che i modelli e le pratiche consolidate possono essere un esempio anche per il settore privato. PA social è un’associazione divenuta oramai un punto di riferimento nel campo della nuova comunicazione e conta a oggi centinaia di iscritti, sezioni regionali già costituite e in fase di realizzazione. L’istituzione dei nuovi profili professionali lo si deve anche all’impegno dei suoi fondatori e associati e ora che un primo importante passo è stato fatto con l’art. 95 del CCN del pubblico impiego, secondo Di Costanzo, occorre lavorare per una “normalizzazione” della nuova comunicazione istituzionale, che non deve più considerata “nuova” ma normale, entrando a far parte della pratica quotidiana di ogni singola amministrazione pubblica. La proposta del presidente di PA Social, per la costituzione di una Redazione Unica, è necessaria per un superamento degli steccati imposti dalla Legge 150/2000, che prevede la suddivisione tra Ufficio Stampa, Urp e Portavoce.

Gabriella Jacomella, ricercatrice School of Transnational Governance dell’European University Institute, espone la sua idea per un nuovo approccio alla lotta contro le fake news, che in realtà sono sempre esistite, con la differenza che oggi il dibattito è stato decontestualizzato, travisato e strumentalizzato. La verità è che comunque ancora troppo poco si conoscono il fenomeno e le dinamiche psicologiche e cognitive che caratterizzano una certa categoria di utenti, costantemente immersi nelle cosiddette camere dell’eco, dove non ci sono dialogo e confronto, ma soltanto l’amplificazione di contenuti che non trovano riscontro oggettivo e che diventano virali trasformandosi in fake news.

Le esperienze sul campo

SalaLa seconda parte del convegno è stata dedicata alla tavola rotonda Le esperienze social, incontro coordinato da Francesco Di Costanzo, durante il quale professionisti della comunicazione pubblica hanno raccontato la propria esperienza in campo, portando esempi concreti di pratiche operative messe in atto tramite l’utilizzo dei canali social. Mentre Marco Laudonio (Mef) ha parlato dell’istituzione della newsletter riportando date e analisi di questa iniziativa, attiva da qualche mese, Alessandra Migliozzi (Miur) e Caterina Perniconi (Mipaaf) hanno raccontato la propria esperienza circa l’utilizzo di Telegram, Messanger e LinkedIn. Infine, Francesca Ruberto (Difesa) ha dimostrato, con esempi concreti, come sia importante il ruolo dell’immagine per connotare il concetto di identità e far risaltare i principi e i valori delle istituzioni pubbliche, mentre Luca Cari (Vigili del fuoco) ha ribadito l’importanza di una tempestiva comunicazione nei contesti di emergenza, sottolineando il ruolo determinante che i canali social, nel suo caso Twitter, giocano in determinate situazioni, dove la sicurezza del cittadino è al primo posto.

Una frase in grado di cogliere lo spirito di questo convegno è quella con cui Sergio Talamo ha concluso il suo intervento affermando: “La nuova comunicazione pubblica non è la legge ma siamo noi”.

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