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Con Autography a Firenze i graffiti dei turisti diventano saluti

Autography, la app che salva i monumenti dai graffiti, e di cui vi abbiamo già parlato al suo lancio nella primavera 2016, non finisce di stupirci. Dopo averne esteso l’uso ai visitatori della Cupola del Duomo, il capolavoro del Brunelleschi chiamato affettuosamente dai fiorentini “il Cupolone”, l’Opera di Santa Maria del Fiore ha ideato e lanciato una nuova funzione evoluta che permette ai visitatori dei due famosi monumenti di trasformare i loro messaggi digitali in una vera e propria cartolina postale tradizionale, da inviare a chiunque e ovunque.

Dunque non più solo graffiti digitali, che peraltro hanno registrato un incredibile successo, permettendo la prevenzione di atti vandalici, quali risultano essere i graffiti sui monumenti, e la conservazione delle superfici recentemente ripulite e restaurate, dando allo stesso tempo la possibilità di lasciare un segno digitale della propria visita ai monumenti con la pubblicazione dello stesso sul sito web dell’Opera.

La nuova funzionalità di Autography permette di trasformare il proprio messaggio digitale in una cartolina postale, con tanto di dedica! L’operazione ha un costo di 2.50 euro, con cui l’Opera copre le spese vive di stampa e invio con francobollo della cartolina, possibile attraverso il sistema automatico Lob.com. Un’opzione pensata per arricchire l’esperienza di visita e per recuperare l’esperienza di condivisione anche al di fuori dei canali virtuali, interagendo, però, con la natura digitale della app.

Anche chi non si trova a Firenze può accedere al sito dedicato, scaricare la app, creare la propria cartolina per poi inviarla. Se invece qualcuno ha già creato un graffito in passato, pubblicato sul sito dell’Opera, può ritrovarlo con il codice associato e usarlo come soggetto per la cartolina.

L’Opera ricorda che tutti graffiti digitali creati attraverso Autography vengono scaricati, catalogati, raccolti in volumi stampati e conservati nell’Archivio storico, lo stesso luogo dove sono custoditi i documenti di sette secoli di vita dell’Opera di Santa Maria del Fiore, e dove sono consultabili.

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