Al centro del progetto c’è un robot che permette di monitorare il vigneto, analizzare le informazioni prese e trasmetterle sullo smartphone del viticoltore. E’ una vera e propria rivoluzione del settore che ha l’obiettivo di razionalizzare gli interventi a vantaggio dei costi aziendali e preservare l’ecosistema attraverso l’uso di prodotti di sintesi solo quando è necessario.
Partono oggi a Siena, e si concluderanno il 28 gennaio, i lavori per valutare il secondo anno di attività del progetto VineRobot. Al programma, finanziato con oltre 2 milioni di euro dalla Commissione europea, partecipa un’impresa italiana, la Sivis: startup innovativa, specializzata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di sistemi di visione intelligenti e optoelettronici che consentono la supervisione e il monitoraggio ambientale in ambito civile e militare.
Senza la presenza di un operatore, ma con un Gps per localizzazioni di precisione e analisi di immagine, il robot è progettato per seguire un percorso programmato fra i filari. Grazie ad una serie di sensori molto sofisticati e senza toccare le piante, analizza lo stato vegetativo, lo stress idrico, il colore delle uve e la loro quantità e qualità in modo da programmare anche il tempo di vendemmia.
Le informazioni poi sono trasmesse ad un elaboratore per alimentare una banca dati storica pianta per pianta, in tutti i periodi vegetativi, estremamente utile al viticoltore, che potrà esaminarli attraverso una app dedicata sul suo smartphone.
Il primo prototipo è già stato testato a settembre 2015 e nel 2016 sarà realizzato quello finale.