Corretti e creativi ma con poca capacità di valutazione dei contenuti online: è quanto emerge dalla ricerca promossa da Università di Milano-Bicocca, Fastweb e una rete di istituti scolastici, con capofila il liceo Banfi di Vimercate, pubblicata con il primo report su “La competenza digitale degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado”.
Il report nasce all’interno del progetto “Benessere Digitale – scuole”, realizzato nell’ambito del bando “Curricoli Digitali” del Ministero dell’Istruzione e che si è concretizzato nella costruzione di un pacchetto di risorse per affrontare la didattica relativa alla “cittadinanza digitale”.
Secondo la ricerca gli studenti sono forti in Communication (la corretta interazione con gli altri e condivisione di risorse negli ambienti digitali), ma deboli in Information & Literacy (la capacità di valutazione, selezione e comprensione dei contenuti sulla rete). Non si differenziano per genere ma per anno scolastico di appartenenza e livello di istruzione della famiglia di provenienza. E complessivamente, il loro livello di competenza digitale, negli ultimi tre anni, è aumentato. Probabilmente in risposta ai cambiamenti imposti dalla pandemia.
Il test somministrato agli studenti è il primo in Italia ad offrire la possibilità di misurare le competenze digitali degli intervistati. La valutazione avviene sia attraverso un punteggio generale sia mediante punteggi specifici per ogni singola area di competenza indicata dalle indicazioni europee DigComp 2.1: “Information & Literacy”, Communication, Creation (creazione e rielaborazione responsabile di contenuti nel web), Safety and Wellbeing (competenze necessarie alla protezione da possibili minacce alla privacy, alla gestione della propria identità online, ma anche al mantenimento del benessere in un ambiente di sovrabbondanza comunicativa). Il test è composto da 32 domande a scelta multipla, basate sull’analisi di schermate di pagine web, immagini di applicazioni o situazioni realistiche.
La performance nell’area della comunicazione, secondo i ricercatori, «mostra una generazione di studenti che sembra avere in media una buona infarinatura rispetto alle norme di interazione negli ambienti digitali per la socialità.».
Non si notano, invece, grandi differenze per genere, se si esclude una lieve superiorità delle studentesse nell’area Communication (87,2 per le femmine contro 83,6 per i maschi), a fronte di punteggi lievemente più bassi, ma non in modo significativo, nelle altre aree.
Il test di valutazione è stato somministrato, tra febbraio e giugno di quest’anno, da 133 docenti a 1.222 studenti, in 8 regioni italiane.