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Cosa si MUV in città? La mobilità sostenibile che premia

In sei quartieri di sei città europee, per l’Italia Palermo, città pilota del progetto, la mobilità sostenibile è anche un gioco.

Con MUV (Mobility Urban Values), progetto finanziato dall’Unione europea tra le azioni del programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, il “gaming” entra a pieno titolo tra le leve delle politiche di mobilità urbana smart, che oggi significa digitale e sostenibile.

Grazie all’app che è il perno del progetto, vengono tracciati attraverso la geolocalizzazione GPS via smartphone i percorsi all’interno dei quartieri campione: più si è virtuosi nello scegliere modalità di trasporto sostenibili per l’ambiente e che migliorino la qualità della vita – dall’andare a piedi o in bici al prendere il tram o usare una rete di car o bike sharing – più si accumulano punti per ottenere coupon per prestazioni da negozianti o aziende della zona che aderiscono al progetto, facendosi al tempo stesso pubblicità.

Una rete trasversale con i cittadini in primo piano, protagonisti di un movimento civico, nel senso letterale del termine, che coinvolge le istituzioni, le aziende, i civil hackers, con l’obiettivo di valorizzare le città migliorando la mobilità senza agire sulle infrastrutture – processo lungo e che richiede investimenti – ma lavorando sui comportamenti, sulle abitudini, facendo leva sul meccanismo premiale e sfruttando le potenzialità del digitale.

MUV è supportato dal comune di Palermo, che partecipa al progetto con il suo Centro storico – circa 21mila abitanti – ed è sviluppato da PUSH, laboratorio di design per l’innovazione sociale che ne è anche coordinatore (e ora cerca sviluppatori per il team dedicato), ma tra le sue peculiarità prevede anche forme di co-creazione “dal basso” – cittadini, altri soggetti interessati al territorio – di soluzioni per la mobilità che devono essere poi validate nell’ambito di workshop appositi.

Lo stesso social innovation design lab ha realizzato nel 2012 Traffic02, altro progetto per la mobilità sostenibile da cui MUV prende le mosse, che ha portato in 3 anni di sperimentazione, con il coinvolgimento di 2000 studenti dell’università di Palermo e una rete di 100 aziende, a una riduzione delle emissioni inquinanti di oltre il 40%.

E qui entra in gioco l’altro aspetto del progetto, il monitoraggio ambientale: l’app infatti raccoglie i dati rilevati da stazioni dislocate nel quartiere protagonista della sperimentazione, e li rende disponibili in formato aperto, una fonte di informazioni utile alle amministrazioni locali sul piano strategico e della pianificazione.

MUV coinvolge oltre a Palermo Amsterdam, Barcellona, Fundao, Ghent ed Helsinki, ma punta a coinvolgere nei prossimi 3 anni 8 Paesi europei, ed è aperto attraverso le open call a tutte le amministrazioni interessate.

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