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Creator Economy: un codice ufficiale per la professione di influencer e content creator

Dopo anni di crescita esponenziale, il lavoro di influencer e content creator ha finalmente una cornice normativa chiara e ben definita in Italia. Un traguardo importante, frutto di tre anni di intenso lavoro da parte di Istat, Eurostat e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il contributo di associazioni di categoria come l’Associazione Italiana Content Digital Creators (AICDC), Assoinfluencer e Confcommercio Professioni. Grazie a questa sinergia, è stato introdotto un nuovo codice Ateco (73.11.03), progettato per descrivere con precisione le attività di chi opera professionalmente nel mondo della creator economy.

Tra l’altro questa introduzione fa parte di un processo di revisione che ha visto impegnato Istat a partire dal 2023. Nello specifico, Ateco 2025 ha lo scopo di dettagliare a livello nazionale i contenuti espressi nella classificazione europea delle attività economiche NACE Rev 2.1 e di rappresentare al meglio la peculiarità del sistema produttivo nazionale. In particolare, la nuova versione conterrà una più puntuale descrizione delle attività economiche che caratterizzano i processi di innovazione e di trasformazione del tessuto produttivo internazionale, dell’economia e della società italiana ed europea.

Dopo anni di crescita esponenziale, il lavoro di influencer e content creator ha finalmente una cornice normativa chiara e ben definita in Italia. Un traguardo importante, frutto di tre anni di intenso lavoro da parte di Istat, Eurostat e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il contributo di associazioni di categoria come l’Associazione Italiana Content Digital Creators (AICDC), Assoinfluencer  e *Confcommercio Professioni

Un riconoscimento storico per la professione

L’introduzione del nuovo codice Ateco è un passo epocale. Fino ad oggi, influencer e creator dovevano adattarsi a codici non specifici, che descrivevano in modo impreciso le loro attività creative e promozionali. Ora, con l’istituzione del codice dedicato, il settore trova finalmente il giusto riconoscimento.
Come sottolinea Jacopo Ierussi, presidente di Assoinfluencer: “Questo è solo l’inizio di un percorso che punta a consolidare e regolamentare ulteriormente la professione”. Anche Sara Zanotelli, presidente di AICDC, ha parlato di “un risultato storico che segna l’avvio di una normativa più sistemica e inclusiva”.

Aprire partita IVA: cosa cambia dal 2025

Dal 2025, chiunque voglia lavorare come influencer o content creator in modo professionale dovrà aprire una partita IVA con il nuovo codice Ateco. Ecco cosa comporta:

  • Registrazione alla Camera di Commercio attraverso la pratica ComUnica.
  • Pagamento di imposte di registro e diritti annuali (tra i 53 e i 120 euro).
  • Strumenti obbligatori come firma digitale e PEC (circa 35 euro annui).
  • Contributi fissi INPS di 4.515,43 euro all’anno, con ulteriori contributi calcolati sul reddito oltre i 18.415 euro.
  • Per i nuovi professionisti, sarà disponibile il regime forfettario, che prevede una tassazione agevolata al 5% per i primi cinque anni.

Obiettivo trasparenza: combattere l’evasione fiscale

La nuova normativa mira anche a contrastare l’evasione fiscale, che nel settore degli influencer ha raggiunto livelli significativi. Con operazioni mirate, come quella della Guardia di Finanza nel 2024, sono già stati individuati milioni di euro di redditi non dichiarati, spesso mascherati da:

  • Pagamenti in nero.
  • Compensi in prodotti o servizi non dichiarati (barter agreements).
  • Prestazioni gratuite fasulle.

Il nuovo codice Ateco non è solo un simbolo o una bandiera di riconoscimento per una professione, ma uno strumento concreto per monitorare e regolamentare il settore.

Un futuro professionale per la Creator Economy

Il riconoscimento della professione è una conquista fondamentale per la creator economy, un settore che rappresenta una parte sempre più rilevante dell’economia digitale. Con un quadro normativo chiaro, il lavoro creativo potrà essere valorizzato, garantendo al tempo stesso il rispetto degli obblighi fiscali.
L’auspicio è che questa riforma possa:

  1. Favorire una maggiore professionalizzazione del settore.
  2. Rendere più trasparente il mercato.
  3. Promuovere la crescita economica, incoraggiando giovani talenti a intraprendere una carriera in un contesto regolamentato e competitivo.

Il 2025 segnerà dunque l’inizio di una nuova era per gli influencer e i content creator italiani: non più semplici pionieri digitali, ma professionisti riconosciuti e tutelati.

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